Pesci di allevamento, Efsa: molti sono indenni da parassiti (ma non tutti) (Foto Pixabay)

Molti pesci di allevamento sono indenni dalla presenza di parassiti che possano infettare gli esseri umani – fra questi alcuni pesci molto consumati – ma parassiti sono stati trovati in alcune specie d’allevamento, come spigole e merluzzo. Servono perciò nuovi dati per prevedere la presenza di parassiti nel pesce allevato. È la conclusione cui è giunto un recente parere scientifico dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, in cui si valutano anche nuovi metodi per individuare ed eliminare i parassiti dai pesci.

Pesci di allevamento e parassiti, il parere Efsa

“Sebbene limitati, i dati scientifici provenienti dall’area UE/EFTA indicano che molte specie di pesci d’allevamento destinate al mercato sono indenni da infezioni da parassiti zoonotici – spiega l’Autorità europea per la sicurezza alimentare – Tra queste il salmone atlantico, la trota iridea, l’orata, il rombo, il moscardino, l’ippoglosso atlantico, la carpa e il pesce gatto europeo”.

Tuttavia, prosegue l’Efsa, “parassiti come l’Anisakis e altri sono stati rinvenuti in spigole europee, tonno rosso dell’Atlantico, merluzzo e/o tinca prodotti in gabbie aperte in mare aperto o in bacini a flusso continuo”.

I pesci prodotti in sistemi chiusi di acquacoltura a ricircolo di acqua filtrata e mangime trattato termicamente “sono quasi sicuramente indenni da  parassiti zoonotici”, prosegue l’Autorità.

Per gli esperti servono però ulteriori dati per stimare la presenza di parassiti specifici nelle specie ittiche e nei pesci di allevamento nonché nei vari sistemi di allevamento e produzione, per avere il quadro delle diverse combinazione fra pesci d’allevamento e i loro parassiti.

Entro la fine dell’anno, inoltre, l’Efsa determinerà quali specie ittiche selvatiche, provenienti da specifiche aree di pesca, rappresentano un rischio per la salute pubblica per la presenza di parassiti zoonotici – le zoonosi sono malattie infettive che si trasmettono da animali a esseri umani e sono causate da microrganismi nocivi come batteri, virus, funghi e parassiti.

Il parere scientifico fa riferimento anche alle metodologie che possono inattivare i parassiti.

L’Efsa spiega che “il congelamento e il riscaldamento continuano ad essere i metodi più efficaci per uccidere i parassiti nei prodotti della pesca”; per alcuni prodotti può essere adatta “la lavorazione ad alta pressione”.

Per l’Efsa “il campo elettrico pulsato è una tecnologia promettente, sebbene siano necessari ulteriori sviluppi”. La tradizionale salatura a secco delle acciughe “ha inattivato con successo l’Anisakis” mentre studi su altri processi tradizionali, come l’essiccazione all’aria e la doppia salatura (salatura in salamoia più salatura a secco), “suggeriscono che gli anisakidi vengono inattivati ​​con successo, ma sono necessari ulteriori dati su questi e altri parassiti in più specie e prodotti ittici per determinare se questi processi siano sempre efficaci”. Nel parere l’Efsa cita anche “prodotti naturali, oli essenziali ed estratti vegetali” che “possono uccidere i parassiti ma mancano dati organolettici e di sicurezza”.


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