Sono finite sul tavolo dell’Antitrust le perplessità del Codici sullo zucchero di canna. L’Autorità, infatti, ha aperto un’inchiesta dopo a segnalazione dell’Associazione secondo cui lo zuccero di canna potrebbe contenere caramello ammoniacale. “Siamo molto soddisfatti – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – L’apertura dell’inchiesta da parte dell’Autorità è un passo importante verso la trasparenza e la sicurezza alimentare. Se nello zucchero di canna è presente del colorante, l’informazione deve essere scritta in etichetta,  i consumatori hanno il diritto di esserne a conoscenza. Da parte nostra continueremo a monitorare l’andamento delle indagini e terremo informati i cittadini su tutte le novità”.
Da tempo, infatti, Codici si stava interessando allo zucchero di canna, per verificare l’esattezza o meno di una percezione comune a molti consumatori, che reputano lo zucchero di canna maggiormente salutare, perché meno raffinato. In effetti si può affermare che tale percezione non è corretta. Il perché lo ha spiegato Patrick Pagani, Direttore di Unionzucchero, a Spazioconsumatori.tv: le caratteristiche nutritive e l’apporto calorico dello zucchero grezzo sono del tutto identiche a quelle dello zucchero bianco. Le differenze di sapore e colore tra lo zucchero grezzo di canna e quello raffinato dipendono infatti dalla presenza di piccole quantità di residui vegetali (melassa), che non vantano particolari significati nutrizionali. Il colore ambrato dello zucchero di canna, quindi, è dato dalla presenza di melasso, che nel caso dello zucchero di canna ha un gusto aromatico.
Insomma, le due tipologie di zucchero non sono poi così diverse. Ma c’è un altro importante dubbio che – secondo l’Associazione – ruota intorno allo zucchero di canna ed ha a che fare con la presenza di caramello ammoniacale: è sufficiente fare delle ricerche su internet per trovare informazioni al riguardo. Se ciò fosse vero, questa sarebbe una vera e propria truffa ai danni del consumatore, che risulta del tutto ignaro dell’eventuale presenza del colorante.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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