Torna Spiagge e fondali puliti contro il marine litter (Foto Credit Legambiente)

Sugli arenili ci sono 705 rifiuti ogni cento metri di spiaggia lineare. 101 mozziconi di sigaretta ogni cento metri di sabbia. Una lista di rifiuti che comprende pezzi di plastica, tappi e coperchi di plastica, rifiuti da reti e attrezzi da pesca, rifiuti da plastica monouso come buste di plastica, bottiglie, posate, bicchieri, cotton fioc. Spiagge e fondali puliti 2024 torna dunque per coinvolgere volontari e cittadini nel monitoraggio e nella pulizia dei rifiuti abbandonati sulle spiagge, quel marine litter perso nell’ambiente che continua a minacciare mare e spiagge. Secondo il monitoraggio di Legambiente, su 33 spiagge in 12 regioni sono oltre 23 mila i rifiuti raccolti.

Dal 10 al 12 maggio torna Spiagge e fondali puliti

Dal 10 al 12 maggio si rinnova dunque l’appuntamento con Spiagge e fondali puliti, la storica campagna organizzata da Legambiente e dai suoi circoli che da 34 anni coinvolge migliaia di persone in una mobilitazione collettiva di pulizia di spiagge e arenili.

Con volontari “armati” di guanti, pinze per raccogliere i rifiuti e amore per l’ambiente, lo slogan scelto per l’edizione di quest’anno è “Spiagge Pulite? Pinzaci tu!”.

“Un vero e proprio richiamo alla responsabilità per invitare tutte e tutti a collaborare in prima linea per la rigenerazione dei luoghi marini e costieri”, spiega Legambiente, che sottolinea poi come a due anni dall’entrata in vigore della direttiva europea Single Use Plastics ancora non si noti un’inversione di tendenza per quanto riguarda il ritrovamento dei rifiuti in plastica monouso sulle spiagge – sono sempre la metà o più del marine litter.

 

Foto Credit Legambiente

 

 

Marine litter, ecco quali sono i rifiuti spiaggiati

Obiettivo della tre giorni è anche quello di sensibilizzare le persone sul problema del marine litter e sul corretto smaltimento dei rifiuti. La nuova indagine sui rifiuti spiaggiati, raccolti e catalogati da Legambiente, ha monitorato 33 spiagge di 12 regioni italiane. I volontari hanno raccolto e catalogato 23.259 rifiuti con una media di 705 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia lineare.

Il 40,2% di questi è rappresentato da 5 tipologie di oggetti: mozziconi, pezzi di plastica, tappi e coperchi in plastica, materiali da costruzione e demolizione e stoviglie usa e getta in plastica.

Preoccupa il dato sui prodotti in plastica monouso banditi dalla direttiva europea Single Use Plastics, in vigore in Italia dal 14 gennaio 2022: insieme alle reti e attrezzi da pesca e acquacoltura, rappresentano ancora il 56,3% del totale dei rifiuti monitorati nel 2024. Dal 2014 l’andamento non è cambiato molto. In media rappresenta circa la metà dei rifiuti spiaggiati.

«Le attività che caratterizzano la campagna Spiagge e Fondali Puliti offrono a tutti un esempio concreto su come anche i piccoli gesti possano generare un messaggio tanto potente quanto spesso disatteso: la natura è casa nostra, bisogna prendersene cura – ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – I dati raccolti nella nostra annuale indagine sull’inquinamento di spiagge e arenili dovuto all’abbandono di rifiuti confermano quanto ancora siano necessarie le campagne di pulizia collettiva, visto il tendenziale aumento dei rifiuti dispersi nell’ambiente legato al consumo di cibo».

Ai primi cinque posti della classifica di rifiuti trovati ci sono i mozziconi di sigaretta: sono oltre il 14% della tipologia di rifiuti. In media i cittadini lasciano in riva al mare 101 cicche su 100 metri di spiaggia. Seguono oggetti e frammenti in plastica, tappi e coperti, materiali da costruzione, stoviglie in plastica usa e getta. Al primo posto fra i materiali trovati sulle spiagge c’è sempre la plastica con il 79,7% degli oggetti rinvenuti.

Ci sono poi reti e attrezzi da pesca in plastica, bottiglie e contenitori in plastica, buste di plastica, bicchieri, contenitori per alimenti, posate e piatti, cotton fioc, cannucce.

«L’analisi dell’andamento dei prodotti messi al bando dalla direttiva europea sulla plastica monouso, effettuata dal 2014 ad oggi, ci rivela come l’incidenza di questa tipologia di rifiuti abbia oscillato da un minimo di 38,6% nel 2023 a un massimo di 56,3% nel 2024 – ha detto Elisa Scocchera dell’ufficio scientifico di Legambiente – Rispetto quindi alla tendenza seguita prima dell’entrata in vigore della Single Use Plastics, nelle tre campagne di monitoraggio successive avvenute nel triennio 2022/23/24, non si nota una significativa riduzione in termini percentuali. Sarà necessario continuare a monitorare l’evoluzione di questa tendenza per capire la reale efficacia delle misure previste dalla direttiva sulla plastica monouso e di conseguenza per intervenire in maniera mirata con azioni di prevenzione e corretta gestione dei rifiuti derivanti da questi prodotti».

Clean Up The Med

Spiagge e fondali puliti non si ferma in Italia.

Nell’ambito della campagna internazionale Clean Up the Med 80 realtà – fra cui associazioni ambientaliste, strutture turistiche, università, scuole e amministrazioni pubbliche – si metteranno all’opera per il ripristino naturale di spiagge e fondali in 12 Paesi del bacino del Mediterraneo: Albania, Algeria, Croazia, Egitto, Grecia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia.


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