Dati incoraggianti sulla presenza di metalli pensati dell’ambiente. Tuttavia non è ancora momento di abbassare la guardia. L’allarme è stato lanciato oggi in occasione della XVI edizione della La Conferenza internazionale sui metalli pesanti nell’ambiente che si è svolta a Roma.“Le emissioni di metalli pesanti sono significativamente diminuite nel corso degli ultimi vent’anni, grazie alla messa al bando del piombo dalle benzine e a miglioramenti tecnologici nel controllo delle emissioni in atmosfera e rilascio nelle acque reflue industriali”, spiega Nicola Pirrone, direttore dell’Iia-Cnr.  Ciononostante, bisogna ricordare che “alcuni di questi metalli sono soggetti a bioaccumulo, cioè permangono nell’organismo per tempi lunghi, e biomagnificazione, per cui la quantità di inquinante aumenta all’aumentare della massa corporea”, ricorda il direttore dell’Iia-Cnr. “Gli alimenti rappresentano la principale fonte di esposizione ad alcuni metalli pesanti come cadmio, mercurio ed arsenico. Per questo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha ridotto la dose settimanale ammissibile (Twi) per il cadmio a 2,5 microgrammi per kg di peso, basandosi sull’analisi di nuovi dati epidemiologici e tossicologici”.


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