La bozza del provvedimento sulle liberalizzazioni proposta dal governo prevede tre articoli mirati a concedere la possibilità di trivellare gas e petrolio in aree preziosissime del nostro paese con un limite di distanza ridotto dalle 12 alle 5 miglia dalla costa. Si prevede anche di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare e si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti. Fatto salvo per i limiti ambientali, che però non frenano il disastro in caso di sversamento. E’ quanto rendono noto Legambiente e Greenpeace. “Per ottenere una buona valutazione da Standard & Poor’s e far alzare il rating il nuovo governo sceglie la via più antica e obsoleta: quella di svendere il paese ai petrolieri. Alla faccia della green economy” fanno sapere da Legembiente mentre per Greenpeace, invece,  “la proposta del governo Monti di riavvicinare a terra le attività petrolifere offshore é una minaccia alla credibilità dell’Italia”.
Le due associazioni aderiranno alla manifestazione “No Triv”  contro le piattaforme petrolifere in Adriatico e a favore di un modello di sviluppo più moderno e pulito, che si terrà sabato 21 gennaio a Monopoli (Ba).


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