È in discussione in queste settimane la bozza di nuovo decreto che regolerà gli incentivi alle fonti rinnovabili per i prossimi 3 anni. Secondo il parere di alcuni leaders ambientalisti (Stefano Ciafani, Giuseppe Civati, Giovanni Battista Zorzoli, Francesco Ferrante, Gianni Silvestrini, Annalisa Corrado, Rossella Muroni), però, il documento in questione manca di alcuni punti fondamentali e andrebbe rivisto. E così, tramite una petizione online, si chiede che nel decreto che regolerà gli incentivi alle fonti rinnovabili sia ripristinato, per tutte le taglie di impianti fotovoltaici, l’extra incentivo per la rimozione delle coperture in fibrocemento amianto.

Il decreto rinnovabili attualmente in consultazione è inadeguato per diverse ragioni: oltre ad ostacolare la crescita dell’eolico, non tocca alcuni punti fondamentali, come biomasse, biogas, eolico off-shore, geotermia innovativa, solare termodinamico”, sostiene Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club. “È pertanto necessaria la sua revisione in modo che il Governo affronti anche la sacrosanta questione amianto: si auspica pertanto l’introduzione, nel documento, dell’incentivo per sostituire le coperture di eternit con impianti solari fotovoltaici”.

Nonostante siano passati 26 anni dalla messa al bando dell’amianto (con la Legge n.57, del 27 marzo 1992), le stime relative alla presenza delle varie forme di amianto sul territorio italiano (tutte drammaticamente da rivedere al rialzo, visti i ritardi e le difficoltà nelle mappature), sono ancora troppo alte:

  • tra 32.000.000 e 40.000.000 tonnellate di manufatti in amianto ancora diffusi sul territorio,
  • 75.000 ettari di territorio in cui c’è una accertata contaminazione,
  • tra 1 e 2,5 miliardi di metri quadri di coperture in fibrocemento amianto su capannoni, strutture, edifici pubblici e privati,
  • migliaia, tra scuole ed altre strutture, di edifici pubblici che ancora “ospitano” manufatti contenenti amianto.

Secondo i dati, l’amianto è responsabile di una cifra che si aggira tra le 3.000 e i 6.000 morti ogni anno (principalmente per mesotelioma maligno, ma anche per altre numerose forme di cancro), mentre la percentuale di persone che si ammalano senza aver avuto una esposizione di tipo professionale, aumenta: i casi di esposizione “ambientale” non potranno che aumentare con il passare del tempo, di pari passo con il deterioramento dei manufatti contenenti le fibre di amianto, che, progressivamente, verranno rilasciate nell’atmosfera in assenza di adeguate bonifiche.

Molte aziende, messe di fronte all’obbligo di bonificare la copertura sulle proprie forze, si trovano nelle condizioni di chiudere l’attività, abbandonando le strutture da bonificare. Trasformare la spesa “secca” in un investimento che porta risparmio a medio termine è l’unica via per attivare le bonifiche”, dice Annalisa Corrado, responsabile attività tecniche della ESCo Azzero C02 e responsabile del gruppo di lavoro “Multietichetta eLabel!” di Kyoto Club.

Altro punto cruciale è la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture contestualmente bonificate, che deve essere intesa come un criterio prioritario per la compilazione delle graduatorie dei registri e delle aste.

“Posto che il decreto deve uscire in tempi brevissimi per evitare un blocco completo del comparto delle rinnovabili elettriche, l’inclusione dell’amianto appare una scelta di assoluto buonsenso”, afferma Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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