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Nessuno spazio sui media per posizioni antiscientifiche sul cambiamento climatico. Basta seminare dubbi e incertezze e rincorrere i negazionisti sul clima solo per una presunta par condicio che dà spazio a tesi non scientifiche, negazioniste, a chi nega la responsabilità umana, o a vere fake news sul clima. L’invito arriva dalla petizione Cambiamenti climatici: nessuno spazio per posizioni antiscientifiche nei media, lanciata da pochi giorni su Change.

Serve anche la buona informazione contro la crisi climatica, rivendica l’appello, che sottolinea come la crisi climatica sia una «minaccia globale» che richiede anche un’informazione corretta.

 

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Il clima in prima pagina

Il clima, forse mai come in questi giorni, si è infatti conquistato le prime pagine dei giornali e le aperture dei tg. Non ci sono solo gli allarmi lanciati dagli scienziati e il palcoscenico del Climate Action Summit delle Nazioni Unite. C’è il fenomeno dei Fridays for Future, la mobilitazione dei giovani che scendono in piazza per chiedere giustizia climatica, e c’è la copertura mediatica degli eventi e dei report scientifici che parlano di clima. C’è poi l’attenzione riservata a Greta Thunberg, diventata il volto della mobilitazione. Non sempre positiva, in realtà, considerate le critiche e le contestazioni che si sono accatastate sulla ragazzina e su ogni sua singola mossa, quasi che il problema sia lo stile di Greta e non le denunce che la giovane sta portando avanti.

A tutto questo si aggiunge, con una certa cadenza, la notizia di lettere e prese di posizioni di scienziati che negano l’urgenza del cambiamento climatico o ridimensionano la crisi in atto e la sua portata antropica – il fatto che la mano dell’uomo sia una delle cause principali del climate change.

 

 

clima

 

Il clima richiede un’informazione corretta

Ecco dunque che il clima, raccontato sui media, richiede un’informazione corretta. Da qui la petizione, lanciata da Annalisa Corrado, per due anni consulente specializzata al ministero dell’ambiente e attualmente co-portavoce di Green Italia e responsabile tecnico di AzzeroCO2 e del Kyoto Club. Fra i primi firmatari (a oggi sono state raccolte poco più di mille adesioni) ci sono Rosy Battaglia, Stefano Caserini, Annalisa Corrado, Piero Di Carlo Francesco Ferrante, Luca Mercalli, Rossella Muroni, Antonello Pasini, Gianni Silvestrini.

«La comunità scientifica internazionale degli esperti di cambiamenti climatici – si legge nella petizione – è ormai unanime, e la sintesi dei suoi risultati mostrata dai rapporti dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, massimo organo scientifico e istituzionale creato dalle Nazioni Unite per affrontare questo tema) parla chiaro: le attività umane hanno già alterato pesantemente il clima del nostro pianeta, e in assenza di interventi radicali e rapidi si determinerà un contesto sempre più disastroso per le specie viventi, nonché condizioni sempre più difficili e ostili per le società umane».

Contro la disinformazione

Ci sono diversi impegni internazionali e sono stati presi anche dall’Italia, dagli accordi di Parigi alla decarbonizzazione entro il 2050 e un’Europa a emissioni zero. L’informazione però non regge il passo, denuncia di fatto l’appello che stigmatizza le “fake news” sul clima.

«Eppure ancora oggi leggiamo titoli di giornale palesemente fuorvianti, secondo cui il freddo di qualche giorno metterebbe in discussione il riscaldamento globale; assistiamo alla diffusione di fake-news secondo cui la comunità scientifica sarebbe divisa perché alcuni presunti scienziati sarebbero in grado di negare dati e teorie consolidate da decenni- si legge nella petizione – Oppure assistiamo ad episodi di disinformazione in cui sono proposte all’ascolto di milioni di telespettatori affermazioni palesemente false (per esempio: il pianeta non si sta scaldando dal 2000; non c’è legame fra la CO2 e la temperatura del pianeta) che la comunità scientifica ha da tempo chiaramente confutato. Il tutto in nome di una insensata “par condicio”, secondo cui dovrebbe essere data pari rilevanza a scienziati esperti della materia e a incompetenti che propagandano tesi negazioniste sul clima».

Invece non ci può essere spazio per posizioni antiscientifiche, rivendica l’appello. «Chiediamo che si segua l’esempio della BBC, del Guardian e di Le Monde, che hanno posto fine a questa distorsione, dopo aver preso atto dei troppi errori commessi nel parlare di cambiamenti climatici, e che non venga più dato spazio a posizioni antiscientifiche, basate su opinioni di singoli e non supportate da ricerche validate dalla comunità scientifica».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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