Domani lo sciopero per il clima. Da Legambiente i dati sugli impianti a fonti inquinanti in Italia

Domani lo sciopero per il clima. Da Legambiente i dati sugli impianti a fonti inquinanti in Italia

“L’Italia sembra essere sempre più lanciata verso una transizione energetica basata sul gas fossile, una strategia pericolosa per il clima e la salute pubblica, e inutile in tema di caro energia e indipendenza del Paese”: è quanto denuncia Legambiente che, alla viglia dello sciopero globale per il clima lancia la mappa dal titolo “L’Italia fossile”, che raccoglie dati e numeri sugli impianti a fonti inquinanti.

I volontari dell’associazione scenderanno domani in oltre 12 piazze della Penisola per unirsi alla grande mobilitazione in tutto il mondo contro la corsa del Paese verso le fonti fossili.

Sciopero per il clima, l’Italia fossile denunciata da Legambiente

In Italia, ad oggi, sono più di 120 le infrastrutture a fonti fossili in valutazione presso il Ministero della Transizione Ecologica – afferma Legambiente – tra centrali a gas fossile, metanodotti, depositi, autorizzazioni per nuove trivellazioni e rigassificatori.

Dall’analisi dell’associazione ambientalista emerge un quadro preoccupante. Per il settore termoelettrico sono ben 43 i progetti su centrali a gas per circa 12 GW di nuova potenza a gas fossile: 7 nuove centrali termoelettriche a gas metano (di cui 3 all’interno di stabilimenti industriali), 26 interventi di revamping o installazioni di nuove turbine, 2 riconversioni da olio combustibile, 7 riconversioni di centrali precedentemente alimentati a carbone, e 1 da biomasse di grandi dimensioni.

Inoltre il Governo – prosegue l’associazione – accanto ai nuovi contratti di fornitura da Paesi come Egitto, Algeria, Congo, Qatar, Angola, Nigeria, Mozambico, Indonesia e Libia, ha imposto un’accelerata alla realizzazione di due rigassificatori, quello di Piombino e quello di Ravenna, che stanno godendo di procedure autorizzative semplificate. Ad oggi, secondo le ricerche condotte da Legambiente sono stati individuati almeno 15 progetti tra rigassificatori e depositi presentati al Mite per procedure VIA e AIA tra nuove infrastrutture e ammodernamenti di quelli esistenti. A questi si aggiungono due rigassificatori – Gioia Tauro e Porto Empedocle – e il deposito GNL di Brindisi approvati ma poi mai realizzati e ora tornati in auge.

Per quanto riguarda i metanodotti, ad oggi è in programma la realizzazione di circa 2.300 km di nuove condotte, di cui 1.360 km in sostituzione di tubazioni in dismissione e circa 1.000 km in aggiunta alla rete già esistente. Anche in questo caso, le infrastrutture fanno riferimento a progetti che sono in attesa di VIA o che hanno ricevuto l’autorizzazione negli ultimi due anni e che dunque potrebbero essere già realizzate o in via di realizzazione.

 

Italia fossile
Italia fossile (Fonte immagine: Legambiente)

 

Sul fronte trivellazioni sono, inoltre, 39 le istanze per ottenere permessi di ricerca e coltivazione di idrocarburi, per ulteriori 76.694 kmq di territorio italiano dedicati alla produzione di fonti fossili, in aggiunta agli attuali 33.618 kmq. In parallelo, ulteriori 18 richieste sono in attesa della VIA e dell’AIA da parte del Mite per autorizzare perforazioni di nuovi giacimenti, o la realizzazione di nuove infrastrutture per avviare la produzione.

“Qualora questi progetti dovessero essere autorizzati e realizzati – spiega Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – l’Italia abbandonerebbe non solo qualsiasi speranza di poter affrontare in maniera efficace la crisi climatica, non riuscendo in alcun modo a soddisfare gli obiettivi di contenimento delle temperature e di decarbonizzazione definiti dalla comunità internazionale, ma non sarebbe neanche in grado di offrire opportunità concrete di riduzione dei costi in bolletta a imprese e famiglie, rimanendo per i prossimi 25 anni, totalmente dipendente dalle forniture di gas fossile da altri Paesi”.

Le richieste di Legambiente

Legambiente chiede, dunque, di accelerare “su rinnovabili, efficienza, reti, accumuli e sulla legge per eliminare i sussidi alle fonti inquinanti“.

“La crisi climatica – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – sta accelerando il passo come dimostra anche l’aumento degli eventi metrologici estremi in Italia, come le ondate di calore e le alluvioni dell’estate che si è appena conclusa. Per frenarla è indispensabile mettere in campo interventi concreti non più rimandabili, a partire da una legge che elimini i sussidi alle fonti fossili, e politiche climatiche più coraggiose, come sottolineano anche i tanti giovani che domani scenderanno in piazza per il clima. Richieste al momento rimaste inascoltate, tra amnesie politiche e temi ambientali dimenticati in questa campagna elettorale, giunta ormai al rush finale”.

“Le fonti su cui concentrare le risorse pubbliche e private devono essere il sole e il vento. Per questo – conclude Ciafani – è fondamentale puntare su semplificazioni, autorizzazioni veloci per gli investimenti su efficienza, accumuli, pompaggi, reti, impianti a fonti rinnovabili. Solo così si potrà far decollare la vera transizione ecologica che serve al Paese”.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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