Nell’attesa che l’Efsa completi le sue nuove valutazioni su alcuni pesticidi della classe dei neonicotinoidi, restano in vigore le restrizioni all’impiego di tali prodotti almeno fino all’autunno 2017. Lo si apprende dall’Ansa, che riporta fonti comunitarie.

In Europa, restrizioni all’utilizzo di tre fitofarmaci neonicotinoidi, piuttosto diffuso in agricoltura, sono in vigore dal 2013, in seguito al parere dellEfsa che ha messo in evidenza la correlazione tra l’impiego dei pesticidi e il declino nella popolazione di api. Al tempo stesso, l’Ue richiedeva ai produttori di fornire ulteriori evidenze sugli impatti di queste sostanze: sulla base di questi studi, l’EFSA ha confermato, nel novembre 2016, che tutti gli usi autorizzati di imidacloprid (prodotto da Bayer) e clothianidin (Bayer, Sumitomo, Chemical Takeda) pongono un elevato rischio o che questo non può essere escluso. Nel caso del thiamethoxam, la Syngenta non ha fornito gli studi addizionali richiesti per prendere in considerazione l’eliminazione del bando

Nei giorni scorsi, si apprende dall’Ansa, le associazioni di categoria di industria e agricoltori europei da un lato e Ong ambientaliste dall’altro, si sono confrontati sull’impatto dei neonicotinoidi. In particolare, le associazioni chiedono alla Commissione Ue la fine del divieto, gli agricoltori di estenderlo a tutti i pesticidi della stessa classe. Anche Greenpeace chiede alla Commissione Europea un bando totale dei neonicotinoidi e la promozione di metodi di agricoltura ecologica.

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