Riciclo dei rifiuti urbani al 65% nel 2035, riduzione del 50% degli sprechi alimentari al 2030, aumento del riciclo degli imballaggi, aumento della responsabilità dei produttori: ecco alcune delle novità che saranno introdotte dalle nuove direttive europee per l’economia circolare. Il pacchetto di direttive, che riguarda rifiuti e circular economy, approvate dal Consiglio, dalla Commissione e dal Parlamento europeo, sono state illustrate oggi durante il convegno“Circular Economy, le direttive europee appena approvate” organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. L’iter europeo per l’approvazione del nuovo pacchetto di modifiche alle direttive rifiuti-circular economy, fa sapere la Fondazione, è sostanzialmente concluso con l’accordo raggiunto fra Commissione, Consiglio e Parlamento. Mancano solo alcuni passaggi che dovrebbero essere solo formali.

Nel pacchetto sono presenti obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani più impegnativi, maggiore coinvolgimento dei produttori,  nuovi target per gli imballaggi, taglio dello smaltimento in discarica, riduzione degli sprechi alimentari. “Abbiamo sostenuto e promosso – ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti –  la sfida europea dell’economia circolare che vede in più ambiziosi target di riciclo dei rifiuti uno dei suoi punti cardine. Gli obiettivi europei sono alla nostra portata e l’Italia deve raggiungerli per mantenere e implementare il ruolo di protagonista che ha assunto nel nuovo sistema globale della green economy”. Al convegno hanno partecipato anche la relatrice del provvedimento al parlamento Ue, Simona Bonafè, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi e i rappresentati  delle organizzazioni e delle filiere  dei  rifiuti e della circular economy.

“Con l’economia circolare – ha sottolineato Simona Bonafè – i rifiuti finalmente si trasformano da un problema da risolvere a un’opportunità da sfruttare. Il riciclo e l’ottimizzare dei processi produttivi orientati all’eliminazione degli scarti non solo sposteranno l’economia sempre di più verso una crescita davvero sostenibile ma creeranno nuove sfide competitive per le nostre aziende, nuovi posti di lavoro e, in definitiva, ad un aumento del Pil. Sfide che l’Italia sta cogliendo e farà sempre più sue, soprattutto adesso che la partita dell’economia circolare si sposterà sul recepimento delle direttive europee”.

Il pacchetto europeo prevede che gli obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani si innalzino al 55% nel 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035 (oggi siamo al 42%). Per raggiungere il target del 2035  sarà necessario  che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75% (oggi  la media nazionale italiana è del 52,5% ).

“Viene rafforzata – spiega la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – la responsabilità estesa del produttore che, nella gestione dei rifiuti che derivano dai loro prodotti, dovrà assicurare il rispetto dei target di riciclo, la copertura dei costi di gestioni efficienti  della raccolta differenziata e delle operazioni di cernita e trattamento, quelli dell’informazione, della raccolta e della comunicazione dei dati”.

Aumentano gli obiettivi di riciclo per gli imballaggi, settore nel quale l’Italia è a buon punto. Si passa dall’attuale 67% al 70% del totale nel 2030. Nel dettaglio, per l’alluminio l’obiettivo del riciclo è del 60% (oggi si è già al 73%); per gli imballaggi in vetro l’ obiettivo è del 75% (oggi si è al 71,4%); per gli imballaggi  di carta si dovrà passare  dall’ attuale 80%  all’85% . Maggiori difficoltà, a causa degli imballaggi in plastiche miste, ci sono per il riciclo di quelli in plastica che dovrà aumentare  dal 41% attuale al 55% al 2030. Il pacchetto prevede poi che lo smaltimento in discarica non debba superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti. La media italiana è oggi del 26% ma con Regioni in forte ritardo, quali il Molise (90%  in discarica), la Sicilia (80%), la Calabria (58%), l’Umbria (57%), le Marche (49%) e la Puglia (48%). L’azione contro lo spreco alimentare prevede infine target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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