Tutti oggi parlano di efficienza energetica, soprattutto dopo la COP21 di Parigi. Ma qual è il ruolo che riveste nel nostro Paese? In pochi hanno la consapevolezza di quali e quante strade ci siano per ottenerla, applicando le tecnologie e le conoscenze a nostra disposizione. Di questo si è parlato nel convegno organizzato oggi a Roma da Kyoto Club dal titolo “L’Italia dopo COP21, tra Green Economy ed Efficienza Energetica: come trasformare innovazione e buone pratiche in leve di sviluppo?”
È grazie all’innovazione tecnologica che le imprese potranno cogliere la sfida del clima per la costruzione di un futuro sostenibile.
“La necessità di affrontare la sfida del clima porta con sé una nuova economia più innovativa, forte e gentile, basata sulle fonti rinnovabili, sul risparmio energetico, sul riciclo dei materiali, sulla mobilità sostenibile. Molte cose sono dunque destinate a cambiare nella priorità della politica, nell’economia, nella società; anche in Italia. Senza dimenticare i suoi mali antichi, il nostro Paese  ha nel suo dna gli elementi per affrontare  in prima fila la sfida della green economy, che offre grandi opportunità per le nostre imprese, i nostri territori, le nostre comunità”, ha dichiarato Ermete Realacci, in un messaggio inviato.
Si stima un volume d’affari medio annuo di circa 5.200 milioni di euro per il settore dell’efficienza energetica in Italia. Si tratta di una filiera di eccellenza, differenziante per il nostro Paese – ha dichiarato Laura Bruni, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro “Efficienza energetica” di Kyoto Club e Direttore Affari Istituzionali Schneider Electric. Diffondere esperienze concrete, innovative e replicabili di efficienza energetica significa incrementare concretamente uno sviluppo economico sostenibile e la competitività italiana”, ha sottolineato Laura Bruni.
“La green economy non è solo la sfida che serve a combattere i cambiamenti climatici, ma anche la forma che assumerà il nostro sistema economico nel suo complesso nell’immediato futuro. Molte imprese italiane sono già pronte e stanno lavorando con passione e talento nell’innovazione competendo nella globalizzazione del terzo millennio. Attendono adesso di essere rappresentate al meglio nel nostro Paese e nel mondo”, ha dichiarato Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club.
Kyoto Club ha prorogato al 30 giugno la scadenzadell’iniziativa “100 Buone pratiche di Efficienza Energetica” lanciata a dicembre con l’obiettivo di raccogliere almeno 100 esperienze reali legate all’efficentamento energetico, meritevoli per qualità e innovazione. Tra queste c’è sicuramente “Etichetta furbetta”, l’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia su frigoriferi, cantinette per vini, forni, condizionatori, televisori e anche aspirapolvere, che da settembre 2014 hanno una loro etichetta.
Nell’ultima rilevazione, pubblicata a luglio, su 4602 prodotti controllati tra negozi fisici (3150) e negozi online (1452), il 74% è risultato etichettato correttamente: l’82% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online. Un prodotto su 4 risulta, quindi, venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta: un dato alto ma migliore rispetto allo scorso anno in cui le etichette scorrette o assenti riguardavano un prodotto su 3.

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