Ieri pomeriggio, le associazioni dei consumatori hanno incontrato il Ministro Luigi Di Maio al MISE per sottoporre alla sua attenzione le proposte su come riformulare l’emendamento Bonus-malus introdotto nella manovra finanziaria del Governo. Secondo quanto previsto dalla formula attuale dell’emendamento presentato lo scorso martedì in Commissione Bilancio, gli incentivi e le nuove imposte sulle auto immatricolate da gennaio 2019 sono basati sulle emissioni di CO2. È prevista quindi un’imposta di immatricolazione che varia da 150 a 3.000 euro, per auto con emissioni di CO2 da 110 a oltre 250 gr/km. Nell’intento di chi ha proposto l’emendamento (Lega), la maggiore pressione fiscale su certe auto dovrebbe spingere i consumatori a deviare l’acquisto su quelle a minor emissione di CO2, che vengono all’opposto fortemente incentivate: da 1.500 euro per quelle a metano e ibride (termico+elettrico) fino a 6.000 per quelle solo elettriche.

I dubbi sull’effettiva capacità dell’emendamento di influire sulle scelte d’acquisto di chi necessita di comprare una nuova auto, scegliendone una più ecologica, sono molti.

Già gli ambientalisti nei giorni scorsi hanno sottolineato che la misura prevista dall’emendamento sembra essere destinata principalmente ad auto diesel di piccola taglia, molte delle quali ancora “sporche” con probabili ricadute negative sulla qualità dell’aria. Inoltre, poichè nei prossimi tre anni lo standard 2021 (95gr/km) guiderà il mercato verso nuovi modelli caratterizzati dal livello emissivo oggetto dell’incentivo, esiste il rischio che il budget stanziato dal governo venga completamente assorbito da questa fascia in breve tempo, non lasciando spazio all’incentivo di veicoli veramente efficienti e in grado di guidare il mercato verso la decarbonizzazione.

Su questa scia si muove anche l’opposizione all’emendamento nella sua forma attuale da parte delle associazioni dei consumatori.

Adiconsum ritiene irrinunciabile il diritto alla mobilità, da esercitarsi senza alcuna forma di aggravio dei costi per i consumatori che non tenga conto delle condizioni reddituali, sostenendo l’incremento della mobilità sostenibile con mezzi pubblici, in condivisione o noleggio. Per garantire tale diritto, Adiconsum “ritiene necessaria una transizione progressiva alla mobilità a zero emissioni, la quale non si evince dalla proposta formulata dal Governo, basata su un aumento del malus per le auto più inquinanti”.

Ad avviso di Adiconsum, il meccanismo ipotizzato dal Governo per una mobilità sostenibile non è risolutivo, come dimostrato dai dati rilevati in Francia, l’unico Paese dove è stato messo in atto, in cui non solo non ha prodotto i risultati auspicati, ma, anzi, ha incentivato ulteriormente la diffusione delle vetture termiche a combustione. Adiconsum ritiene che la convergenza tra mobilità privata e pubblica possa garantire risultati efficaci.

Federconsumatori, Assoconsum, Codici si sono dichiarate contrarie all’introduzione di un aumento della tassazione su tutte le auto in circolazione. “Tale disposizione”, si legge nel documento diffuso dalle associazioni, “rappresenterebbe un elemento distorsivo, specialmente per chi non avrà possibilità di acquistare un’auto nemmeno usufruendo del sistema di incentivi”.

Per le associazioni, in relazione all’obiettivo condiviso di ridurre le emissioni di CO2, il primo passo dovrebbe essere compiuto dalle amministrazioni pubbliche, attraverso un radicale rinnovo dei mezzi destinati al trasporto pubblico.

“Pur essendo d’accordo sulla necessità di una riduzione delle emissioni, per salvaguardare l’ambiente e preservare un pianeta sempre più afflitto dai gravi danni che l’inquinamento ha causato, non crediamo sia giusto imporre una tassa simile, ma al contrario riteniamo opportuno prevedere, a seconda delle condizioni economiche dell’acquirente e della cilindrata dell’auto un sistema incentivante, in modo da favorire i possessori di basso reddito”.

Altrimenti “è evidente che tale misura colpirebbe chi ha minori disponibilità e non può permettersi di acquistare un’auto ibrida, il cui prezzo è superiore di circa il +24% rispetto a un modello equivalente a benzina, o le auto elettriche (con un prezzo superiore di circa il 37% rispetto a un modello equivalente a benzina)”.

Incentivare l’acquisto dell’usato, questo sì che sarebbe il vero cambiamento”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non ha senso offrire sconti a chi ha già denari per comprare auto costose, pur se meno inquinanti”.

Durante l’incontro, UNC ha “chiesto di non penalizzare le auto a metano e gpl che, avendo minime emissioni di particolato, non subiscono i blocchi del traffico. Sono tecnologie di transizione su cui si stanno orientando molti cittadini proprio per evitare le restrizioni alla circolazione” prosegue Dona.

“La difesa dell’ambiente, infine, va sempre coniugata con l’equità sociale. Ogni tassa deve essere commisurata alla capacità contributiva e, quindi, in questo caso, al valore dell’auto da acquistare” conclude Dona.

L’associazione ha proposto che l’ecotassa non sia proporzionale al valore del veicolo, ma progressiva, per scaglioni, così da non disincentivare gli acquisti di auto che superano appena le soglie.

 

Notizia pubblicata il 12/12/2018 ore 10.42

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

Parliamone ;-)