Nell’ambito dell’economia circolare, anche il comparto delle costruzioni può fare la sua parte per contrastare i cambiamenti climatici. Nei bandi pubblici è infatti previsto l’obbligo di introdurre almeno il 5% di materia riciclata nei componenti per le costruzioni ma la diffusione delle buone pratiche di riciclo incontrano numerosi ostacoli di natura burocratica, culturale e normativa. Le tecniche di micro-demolizione diffuse in Italia, ad esempio, provocano la contaminazione del calcestruzzo con vetro, mattoni o intonaci, rendendolo di fatto non più riciclabile.

L’incontro svoltosi ieri a Roma – promosso da Federbeton in collaborazione con il Circular Economy Network – è stata l’occasione per discutere dell’impegno delle imprese della filiera nella riduzione dell’impronta ambientale e soprattutto per convergere verso quel potenziale di recupero di materia e di energia che il comparto può esprimere ancora più ampiamente.

“Le istanze ambientali giustamente presenti nella sensibilità dei cittadini e negli obiettivi fissati dai decisori pubblici nazionali e internazionali disegnano una sfida condivisa, da tempo, dalla nostra filiera. Grazie alle tecnologie disponibili e agli investimenti messi in campo dalle imprese, siamo in grado di migliorare ulteriormente la nostra sostenibilità ambientale. Gli obiettivi che ci poniamo sono, però, raggiungibili solo se condivisi dall’intera catena del valore del mercato delle costruzioni e a patto che il quadro normativo e il consenso sui territori concorrano in maniera sinergica a questa prospettiva”, commenta il presidente di Federbeton Roberto Callieri.

Federbeton propone 5 possibili soluzioni verso un maggiore utilizzo di aggregati riciclati:

  • Implementare la demolizione selettiva, come modalità di separazione delle frazioni riciclabili;
  • Introdurre meccanismi premiali, da parte delle committenze pubbliche. Il Comune di Bologna, ad esempio, premia in termini volumetrici i progetti che prevedono l’uso di materiali riciclati;
  • Regolare in maniera più chiara i criteri per i quali un rifiuto inerte cessa di essere tale. È importante venga emanata in tempi rapidi la bozza di decreto End of Waste sui rifiuti inerti, ancora all’esame del Ministero Ambiente;
  • Formare e sensibilizzare i progettisti alla prescrizione e all’uso dei materiali riciclati;
  • Valorizzare il ruolo della filiera del cemento e del calcestruzzo nel ciclo dei rifiuti, in quanto comparto capace di riutilizzare gli scarti di produzione e i rifiuti da raccolta differenziata nel proprio ciclo produttivo.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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