Correva l’anno 1817 quando la bici fece la sua prima apparizione su strada. Oggi, le due ruote sono il principale alleato nelle lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici, al punto che lo scorso anno l’Onu ha istituito la Giornata mondiale della bicicletta per promuovere la mobilità ciclistica.

Nel nostro Paese però, le bici stentano ancora a prendere piede e una delle concause potrebbe essere legata alla carenza di piste ciclabili. I cicloturisti sono per lo più stranieri. Le grandi ciclovie nazionali, quelle che dovrebbero permettere di viaggiare nel paese pedalando, sono più sulla carta che nella realtà.

Secondo la Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab), solo 5 italiani su 100 vanno in bici (qualche anno fa erano 3 su 100): si va dal 30% di certe regioni settentrionali, allo zero virgola di alcune regioni del Mezzogiorno.

I ciclisti urbani, secondo uno studio di Unioncamere e Legambiente, sono appena 700.000. Lo stesso studio rivela che chi fa le vacanze in bicicletta in Italia sono 1,85 milioni di persone ogni anno (+41% rispetto al 2013), mentre altri 4,18 milioni usano la bici durante la vacanza. Ma, precisa un’altra ricerca dell’Enit (l’agenzia pubblica del turismo), il 61% dei cicloturisti in Italia sono stranieri, e le principali destinazioni sono tutte nel Nord Italia.

Certo, l’orografia dell’Italia non è favorevole alla bici, salvo che nella Pianura padana (non a caso, l’area del paese dove si pedala di più). Ma l’incredibile quantità di bellezze artistiche e naturali rende comunque l’Italia un potenziale paradiso per i ciclisti. Il problema è che mancano le arterie dedicate alle biciclette, ciclabili urbane e ciclovie extraurbane. Chi pedala deve usare le stesse strade di auto e camion, ed è costantemente a rischio di venir travolto. E questo fa passare la voglia di pedalare a molti. Tanto per dare un’idea, Roma è la capitale europea dove ci si sposta meno in bici, solo l’1% della popolazione. Nel Nord Europa, dove si va tantissimo in bicicletta, non a caso abbondano ciclabili e ciclovie, curate e attrezzate.

Nonostante tutto ciò, il turismo in bici (secondo Unioncamere-Legambiente) fattura 7,6 miliardi all’anno nel nostro paese, e l’intero giro d’affari legato al pedale arriva a 12 miliardi. L’Italia conta 20.000 km di piste percorribili in bicicletta. La maggior parte si trova al Nord. Sono stati avviati grandi progetti (Ciclovie tirrenica, adriatica e dell’Appennino), ma per ora rimangono sulla carta. Della Ciclabile del Garda, uno dei progetti più belli, esistono solo dei brevi tratti. Nel Mezzogiorno, le ciclabili in genere non esistono proprio.

Le legge sulla mobilità ciclistica, la 2/2018, prevedeva che entro la metà dell’anno scorso il Ministero delle Infrastrutture preparasse un piano triennale per le bici. Ma di questo piano si sono perse le tracce, come pure dei 500 milioni di euro in 6 anni per le ciclabili previsti dalla legge.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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