“Il commissariamento dell’Ilva di Taranto è una soluzione positiva, perché solo in questo modo si potrà fare tutto quello che in tanti anni non è stato fatto per la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini garantendo, al tempo stesso, il lavoro agli operai. Inoltre il sequestro del patrimonio della famiglia Riva dimostra che le risorse economiche per realizzare le opere di risanamento ambientale della fabbrica e dell’area di Taranto ci sono, senza chiedere nulla allo Stato nel pieno rispetto del principio comunitario ‘chi inquina deve pagare’ ”, così commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza la notizia del commissariamento del polo siderurgico pugliese.
Il decreto che entro questa sera verrà approvato dal Governo nel corso di un Consiglio dei Ministri convocato d’urgenza, prevede ”la sospensione dei poteri degli organi societari e la nomina del commissario. Al termine di questa fase di gestione eccezionale e straordinaria potranno essere ricostituiti gli ordinari organi di amministrazione restituendo alla proprieta”’ i suoi poteri.
Cogliati Dezza si dice convinto che “la road map da seguire rimane quella tracciata dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), seguendo i tempi stabiliti per far diventare l’Ilva da un impianto siderurgico obsoleto e inquinante in uno innovativo, dando così un nuovo futuro alla città pugliese e diventando un esempio per altre attività industriali del Paese che devono affrontare la sfida dell’innovazione tecnologica, della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. E ci auguriamo che alle giuste dichiarazioni del ministro Orlando  seguano i fatti”.
Il Codici, infine, “chiede che venga informata al più presto la cittadinanza su quali siano le azioni programmate per risanare l’ambiente. I cittadini hanno il diritto di sapere quali sono gli interventi di tutela del territorio che verranno posti in essere, conoscere i tempi necessari per migliorare il livello di inquinamento della zona e le garanzie che verranno date ai lavoratori dell’Ilva”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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