Nella giornata di ieri una delegazione di Legambiente, Coordinamento Acque Libere da Pfas, Mamme No Pfas e Genitori attivi zona rossa ha consegnato agli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto, e all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, delegati del presidente delle Regione Veneto Luca Zaia 14.754 firme dei cittadini residenti nei ventuno comuni della zona rossa, ossia l’area dei comuni inquinati dalla presenza di Pfsa e Pfoa nell’acqua.

Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. I due composti chimici appartenenti a questo gruppo più usati sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansulfonico (PFOS). Possono essere trovati nell’aria, nel suolo e nell’acqua in relazione a produzione, uso e smaltimento dei prodotti che li contengono. Sono composti dotati di elevata persistenza nell’ambiente, che possono essere trasportati a distanza dall’acqua; se presenti nell’aria lentamente ricadono sul suolo in un tempo stimato di giorni o settimane.

Era il 2013 quando veniva acclarato l’inquinamento da pfas delle acque di falda e delle acque potabili. L’Istituto Superiore di Sanità chiedeva ai gestori e alla Regione Veneto di far fronte all’emergenza e in breve tempo o rimuovere la fonte di inquinamento o di trovare altre fonti di approvvigionamento per gli acquedotti contaminati. A tutt’oggi (settembre 2017) nessuna delle indicazioni ha visto il suo completamento lasciando ancora il territorio in emergenza in quanto i gestori sono costretti alla filtrazione delle acque per far fronte alla contaminazione e la fonte primaria d’inquinamento non è stata rimossa, nonostante questa sia stata ben individuata. 

Sempre nella giornata di ieri, Legambiente e il Coordinamento Acque Libere da Pfas hanno scritto al ministro dell’Ambiente e della tutela del mare Gianluca Galletti e alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin per chiedere un incontro al fine di normare i PFAS a livello nazionale e fissare limiti più stringenti, non solo a livello della regione Veneto, per queste sostanze nelle acque di falda e allo scarico.

“Durante l’incontro alla Regione Veneto sono state esposte alcune delle criticità che a nostro avviso devono trovare una soluzione rapida”, dichiara Luigi Lazzaro il presidente di Legambiente Veneto. “È molto importante per questo aver convenuto con la Regione su due punti fondamentali e cioè la necessità della nomina da parte del Governo di un commissario straordinario per la gestione dell’emergenza, oltre alla necessità che la regione avvii presto (cosa che chiediamo dal 2015) dei tavoli di confronto tematici e periodici per evitare strumentalizzazioni e disinformazioni che rallentano i processi e ci allontanano dall’unico interesse per migliaia di cittadini: acqua libera da pfas e bonifica di siti e acque contaminate nel più breve tempo possibile”.

Per la delegazione, un’altra importante conferma ottenuta è la necessità di perseguire con forza la via giudiziaria in base al principio “chi inquina paga” e di applicare la nuova legge sugli ecoreati.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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