La Cop28 lancia il Fondo Loss and Damage, Meloni: dall'Italia 100 milioni (Foto di Tamás Kovács da Pixabay)
La Cop28 lancia il Fondo Loss and Damage, Meloni: dall’Italia 100 milioni
ActionAid accoglie con favore il lancio del “Fondo Loss and Damage”: “un primo passo imperfetto ma importante per affrontare gli impatti climatici”
ActionAid accoglie con favore il lancio del “Fondo per le perdite e i danni”. Ieri, in occasione della prima giornata della Cop28, gli Emirati Arabi Uniti si sono impegnati a stanziare 100 milioni di dollari per il Fondo Loss and Damage.
Inoltre – si legge in una nota Ansa – sono in arrivo altri contributi: dalla Germania (100 milioni), dal Giappone (10 milioni) e dalla Gran Bretagna (60 milioni di sterline). L’Italia – secondo quanto si apprende – contribuirà con 100 milioni di euro al Fondo “Loss & Damage” (Ansa).
Fondo Loss and Damage, ActionAid: primo passo imperfetto ma importante
“Dopo 28 cicli di colloqui sul clima, i governi del mondo hanno finalmente concordato di aiutare le persone le cui vite sono devastate dai disastri climatici. Il contributo degli Emirati Arabi Uniti di 100 milioni di dollari è ben accetto, sia per la sua solidità sia per la pressione che esercita sui maggiori inquinatori del mondo, affinché si facciano avanti e riconoscano la loro responsabilità per decenni di inquinamento – dichiara Teresa Anderson, Responsabile globale per la giustizia climatica di ActionAid International. – Finora i contributi dei Paesi ricchi sono stati di molto inferiori a quando dovrebbero versare, considerando che hanno inquinato per decenni”.
“L’accordo di oggi – prosegue – è un passo importante, ma la storia non finisce qui. Abbiamo bisogno di vedere altri paesi ricchi fare annunci concreti qui alla COP28, per alimentare davvero il Fondo”.
“Questo è un passo imperfetto, ma importante per colmare l’enorme lacuna al sostegno di cui necessitano le comunità dei Paesi in via di sviluppo per riprendersi dall’impatto climatico – ha dichiarato Brandon Wu, direttore delle politiche e delle campagne di ActionAid USA e osservatore della società civile alle riunioni del Comitato transitorio per le perdite e i danni. – Il Fondo per le perdite e i danni ha alcuni difetti profondi, dovuti al fatto che i Paesi sviluppati danno la priorità ai propri programmi rispetto alle esigenze delle comunità colpite nei Paesi poveri”.
“La lotta continuerà oltre la COP28, in quanto le specifiche del Fondo devono essere attuate in modo che sia effettivamente responsabile nei confronti delle comunità, e i Paesi ricchi devono pagare per riparare ciò che hanno causato. Inoltre, le condizioni accettate dalla Banca Mondiale per ospitare il Fondo dimostrano che la Banca non è un’istituzione adatta allo scopo“.
“Tuttavia – conclude Brandon Wu – ora che la Banca Mondiale è diventata l’ospite concordato – nonostante le stridenti obiezioni della società civile – deve dimostrare rapidamente di essere in grado di soddisfare queste condizioni, molte delle quali potrebbero richiedere significativi cambiamenti di policy all’interno della sua cospicua burocrazia. Vigileremo con molta attenzione per assicurare che le riforme necessarie avvengano rapidamente. In caso contrario, il Fondo deve essere trasferito immediatamente fuori dalla Banca Mondiale”.

