Recupero delle risorse input di natura circolare, con motivazioni soprattutto di natura etica e di responsabilità sociale d’impresa, benefici nella reputazione aziendale: ecco le principali attività e i più importanti risultati ottenuti dalle aziende che sono impregnate nell’economia circolare.

Lo racconta l’indagine sulle “Opportunità di Business e di innovazione dell’economia circolare e l’industria 4.0” realizzata dal Laboratorio Manifattura Digitale del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Padova e da Legambiente, presentata a Roma, nel corso della prima giornata di EcoForum 2018 – L’economia circolare dei rifiuti.

Dall’indagine, realizzata sulle prime 50 imprese tra le 231 identificate tra quelle manifatturiere che praticano l’economia circolare, è emerso che l’economia circolare offre ampi spazi alle imprese per ripensare il proprio modo di innovare e di competere, attraverso una gestione più efficiente delle risorse, ma anche una maggiore attenzione verso il mercato secondo nuovi modelli di business. In questo percorso un ruolo decisivo lo possono dare le tecnologie ricomprese nell’ambito di Industria 4.0 – dalla manifattura additiva all’Internet delle cose (IoT).

Le principali difficoltà non sono di natura tecnologica, quanto piuttosto legate ad una legislazione inadeguata o contraddittoria (48,9%) oppure connesse al prezzo dei prodotti “circolari” realizzati (48,9%), in cui il mercato spesso non è in grado di riconoscere – e quindi essere disposto a pagare – il reale valore, basato non solo su risorse che sono riutilizzate o riciclate (quindi apparentemente a basso costo), ma anche ad un vero e proprio processo di innovazione che ne sta alla base.

L’economia circolare nel nostro Paese è già una realtà in diversi territori grazie al lavoro prezioso di istituzioni, società pubbliche e aziende private virtuose”, ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, “Ma per far decollare il settore serve rimuovere gli ostacoli non tecnologici ancora presenti nel nostro Paese, prima fra tutti una burocrazia asfissiante e una legislazione inadeguata”.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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