Lupo meno protetto, sì dal Parlamento Ue. Enpa: voto nato per assecondare lobby economiche

Lupo meno protetto, sì dal Parlamento Ue. Enpa: voto nato per assecondare lobby economiche (foto Pixabay)

Con 371 voti a favore, 162 contrari e 37 astensioni, il Parlamento ha sostenuto la proposta della Commissione di modificare la direttiva Habitat per allineare lo status di protezione del lupo alla Convenzione di Berna, abbassandolo da “strettamente protetto” a “protetto”. La proposta della Commissione è stata presentata in seguito a una risoluzione del Parlamento al riguardo.

Gli Stati membri – si legge in una nota del Parlamento Ue – disporranno ora di una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi e potranno inoltre adottare misure adeguate alle specifiche circostanze regionali.

“I Paesi UE – specifica il Parlamento Ue – dovranno comunque continuare a garantire uno stato di conservazione soddisfacente del lupo e potranno scegliere di mantenere lo status di specie strettamente protetta nella legislazione nazionale, nonché applicare misure più rigorose per la sua tutela”.

Per entrare in vigore, il progetto di legge necessita ora dell’approvazione formale del Consiglio, che ha adottato lo stesso testo il 16 aprile 2025. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE e gli Stati membri avranno 18 mesi di tempo per conformarsi.

Lupo meno protetto, Enpa: voto sbagliato, ingiusto e dannoso

Si è trattato di un voto sbagliato, ingiusto e dannoso, puramente politico: sbagliato sul piano culturale e scientifico, ingiusto perché alimentato da campagne mediatiche e fake news che criminalizzano il lupo, e dannoso perché prende in giro gli allevatori con false promesse, rincorrendo facili consensi elettorali,” denuncia Enpa.

Secondo l’associazione “il Parlamento Europeo ha approvato il declassamento del lupo da specie particolarmente protetta a protetta, spinto dalla destra e anche dal nostro Governo, e nonostante le proteste della comunità scientifica, dei cittadini e delle associazioni. In questo contesto, esponenti della destra italiana stanno già speculando con iniziative fuorvianti – afferma – facendo credere all’opinione pubblica che sia stata riaperta la caccia al lupo. Nulla di più falso. Attorno al lupo ruotano i consensi delle lobby venatorie, degli armieri e di parte del mondo allevatoriale“.

L’associazione, inoltre, intende fare chiarezza su cosa cambierà: “il lupo resta una specie protetta e non cacciabile – spiega -. Solo in casi eccezionali, scientificamente motivati e in assenza di altre soluzioni adeguatamente sperimentate, potranno essere autorizzate deroghe, soggette a condizioni rigidissime e controlli severi. Una procedura del tutto diversa, molto più complicata e complessa, rispetto ai piani di controllo dei cinghiali, uccisi tutto l’anno da oltre 25 anni senza peraltro risultati concreti. Oltretutto i cinghiali, come anche altri ungulati, sono le principali prede del lupo: oltre il 90% della dieta dei lupi è infatti costituita dal cinghiale, a testimonianza del fatto che la presenza di questi animali è fondamentale per mantenere gli equilibri naturali“.

“È una sconfitta pesante – conclude Enpa -. Facciamo un salto indietro di decenni nelle politiche di tutela, mentre si continua a ignorare l’emergenza bracconaggio, che da solo uccide più lupi dei contingenti previsti dai piani regionali. Chissà se, nel fare i conti, si terrà conto anche dei lupi uccisi da veleni, fucilate e dall’ignoranza umana.”

I legali Enpa, dunque, “sono pronti a impugnare ogni atto che preveda abbattimenti illegittimi, ricordando agli amministratori locali che l’Italia rischia procedure d’infrazione europee, alcune delle quali già aperte in materia venatoria, con costi che ricadrebbero sui cittadini”.

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