Dal 2012 a oggi i reati contro coste e mare sono aumentati del 7,3%. L’anno scorso si sono contate oltre 40 infrazioni al giorno fra mare e costa, per un totale di oltre 14 mila reati. Mare Monstrum, il dossier annuale di Legambiente, conferma che le aree costiere italiane continuano a essere sotto attacco di pesca di frodo, scarichi abusivi, cemento. Nel dettaglio, la pesca di frodo rappresenta il 42% delle illegalità: le forze dell’ordine hanno sequestrato di più di 1 milione e 600 mila chilogrammi di pescato e le regioni più coinvolte sono Puglia, Campania, Sicilia, Calabria e Veneto. Più del 22% dei reati (3.264) riguarda, invece, lo scarico abusivo in mare per colpa di mala depurazione e scarichi fognari e per lo sversamento di idrocarburi. Quasi il 19% (2.742 reati) è stato registrato nel campo della violazione del codice della navigazione e il 16,6% nel ciclo del cemento.
Mare Monstrum 2014 conferma dunque che i reati sono sempre numerosi: rispetto al 2012 c’è stato un aumento, come detto, del 7,3%. L’aumento più significativo (più 26%) riguarda il settore della depurazione (copre solo il 78,5% della popolazione e quest’anno è valso all’Italia l’apertura della terza procedura d’infrazione da parte dell’Europa) mentre il ciclo illegale del cemento è diminuito del 15,8% ma allo stesso tempo è quello che registra la cifra più alta del business del “mare illegale”, con oltre 266 milioni di euro, su un totale di quasi mezzo miliardo di euro accumulato commettendo eco-crimini fra mare e terraferma.
Per controllare coste e mari, parte domani da Savona Goletta Verde di Legambiente, che controllerà 200 punti critici legati a problemi di depurazione: la storica imbarcazione, con il laboratorio mobile che la accompagna via terra, farà 32 tappe lungo la costa, svolgendo sui campioni d’acqua prelevati le analisi previste dalla legge e fornendo i risultati in tempo reale, ma si occuperà anche di consumo di suolo costiero e di trivellazioni offshore. Il giro si concluderà il 14 agosto in Friuli Venezia Giulia.
Mare Monstrum ha inoltre attribuito anche quest’anno le “bandiere nere”. Spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente: “In occasione della partenza di Goletta Verde assegniamo oggi le 5 bandiere nere 2014 a chi riteniamo si sia distinto per progetti o iniziative ai danni del mare. Le bandiere vanno al Mose e alle Grandi Navi per l’attacco che rappresentano alla laguna di Venezia, alla Costa Crociere per il danno ambientale causato dalla Concordia, alla Provincia di Salerno per il Grande Progetto per arginare l’erosione del litorale, al Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi per il sostegno al rilancio delle estrazioni petrolifere nel mare italiano, infine al Porto di Molfetta dove sarebbe stata messa in piedi una maxi truffa per intercettare cospicui finanziamenti pubblici”.
Nel dossier dell’associazione ambientalista c’è la top 5 degli ecomostri che ancora svettano sulle coste ma anche l’abusivismo che non c’è più, perché demolito. Gli ecomostri segnalati sono gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, l’albergo sulla scogliera di Alimuri a Vico Equense, in provincia di Napoli, il villaggio di Torre Mileto a Lesina in provincia di Foggia, lo scheletro dell’Aloha mare ad Acireale nel catanese, le 35 ville nell’area archeologica di Capo Colonna, a Crotone. Ci sono però anche strutture che sono state demolite: nel 2013, ricorda Legambiente, “è uscito di scena un altro ecomostro storico, quello siciliano composto dagli scheletri sulla spiaggia di Realmonte, ossia l’albergo a Scala dei Turchi e le ville degli assessori a Lido Rossello. Sono state demolite case abusive sull’isola della Maddalena. Storia archiviata nei mesi scorsi anche per gli scheletri sulla collina di Quarto Caldo nel Parco nazionale del Circeo e, ultimi in ordine di tempo, l’hotel non finito sulla scogliera di Villanova a Ostuni e le ville nell’oasi del Simeto a Catania”.

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