Un Green New Deal per uscire dalla crisi. Dalla crisi economica, finanziaria, sociale ma anche ecologica e climatica. Esplicito il riferimento al New Deal degli anni Trenta, ma oggi tra le priorità non ci sono solo il riavvio dell’economia, la creazione di occupazione e la lotta alla povertà. Uno degli obiettivi generali da raggiungere, secondo Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è quello di ridurre le emissioni di carbonio e il degrado degli ecosistemi. La Fondazione ha infatti organizzato a Roma un Meeting di primavera in vista degli Stati Generali della Green Economy previsti a Rimini il 6 e 7 novembre.
Quella presentata oggi è una vera e propria Road map di 70 proposte verso gli Stati Generali di novembre. Proprio in quella sede il Consiglio nazionale della green economy ha in programma di selezionare da quelle proposte un pacchetto urgente di stimolo dell’economia, per promuovere un “Green new Deal”.
A livello europeo Edo Ronchi ha chiesto di “rivedere le politiche per un Green New Deal: i vincoli di bilancio vanno allentati, la Banca Centrale Europea deve impegnarsi di più per mantenere gli interessi sui debiti nazionali e servono strumenti in grado di mettere a disposizione investimenti europei consistenti in tassi agevolati per lo sviluppo della Gree Economy e accessibili anche all’Italia”.
Il messaggio è chiaro.”Non si dovrebbe dare priorità a un solo aspetto della crisi , quello del debito pubblico, con politiche di tagli e austerità. Servono pacchetti di misure di stimolo dell’economia capaci di generare nuova occupazioni in chiave green”, ha aggiunto Ronchi. Anche il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini , ha sottolineato che se non si “liberano le risorse  perché la priorità è il debito” sarà difficile raggiungere dei traguardi. “Bisogno capire – ha aggiunto – quale è la politica ovvero se vogliamo lavorare per fare in modo che le competenze e le risorse umane del nostro Paese possano essere impiegati in una prospettiva diversa”.
Fabrizio Barca, ministro della Coesione Territoriale ha ammesso che “nella crisi generale , che sul piano nazionale è più grave che altrove, riconosco  una tendenza rilevante: le classi dirigenti si sono sedute ad estrarre rendita dal patrimonio ambientale”. Dopo di che cita Berlinguer: “L’austerità può produrre 2 effetti: deprimere la società o stimolare gli innovatori Quale tendenza prevarrà?” Ci auguriamo l’innovazione ovviamente green anche perché “il Paese ha solo due carte da giocare per uscire dalla crisi: il Green new deal e un nuovo sistema di welfare”, ha concluso Barca.
A cura di Silvia Biasotto

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

Parliamone ;-)