“In Italia non ci sono siti adatti per costruire centrali nucleari e va rispettato il referendum che nel giugno del 2011 ha sancito il no degli italiani all’energia nucleare”. In una nota il neo ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, chiarisce la sua posizione in merito al nucleare dopo che alcune sue dichiarazioni rese nel corso della trasmissione radiofonica “Un Giorno da pecora” aveva aperto un ‘caso’. Zanonato aveva, infatti, detto di non  “demonizzare ideologicamente questo tipo di energia che viene prodotta in molti altri Paesi del mondo”. Frase che aveva suscitato le perplessità dei senatori Pd della Commissione Ambiente Stefano Vaccari, Massimo Caleo, Pasquale Sollo, Vito Vattuone, Franco Mirabelli e Laura Puppato, subito rettificate dalla nota ufficiale.

“Ci aspettavamo dal nuovo Ministro dello Sviluppo Economico frasi forti sull’economia verde e non considerazioni sulle potenzialità dell’energia nucleare” ha commentato, invece, Lorenzo Miozzi, presidente di Movimento Consumatori. “Auspichiamo – continua Miozzi – che il ministro si adoperi per garantire una vera Strategia energetica nazionale e possa rivederla ponendola al centro dello sviluppo del Paese sia sul piano degli approvvigionamenti energetici, sia per dare impulso forte sul piano occupazionale ad un Paese nel quale, il problema del lavoro, come rappresentato dallo stesso Presidente del Consiglio, è la priorità assoluta da affrontare”.
Critico anche Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente secondo cui “non è di certo un buon inizio quello del ministro Zanonato, che dice di non demonizzare il nucleare. Il futuro del Paese si gioca sulle fonti rinnovabili e non sul nucleare, un dibattitto vecchio e superato e a cui gli italiani, con il referendum del 2011, hanno ribadito con fermezza il loro no all’atomo. E’ ora di guardare avanti puntando sulle fonti rinnovabili e su una buona politica energetica, che rappresentano la via maestra che si deve percorrere per rendere l’Italia più competitiva”.  “Le fonti pulite – continua Cogliati Dezza- permettono di ridurre la dipendenza dai fossili e le emissioni di gas serra, creando tra l’altro nuova occupazione. E a dimostrare ciò è la costante crescita nei comuni italiani della produzione di energia da fonti pulite, un produzione che rappresenta una fronte importante non solo per contribuire al fabbisogno energetico dell’Italia e alla salute dell’ambiente, ma anche una fonte di introito significativa per i comuni italiani. Dunque ci auguriamo che il ministro Zanonato si muova in questa direzione, perché investire su innovazione e green economy significa guardare al futuro”.
 

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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