“Ai fini della valorizzazione degli immobili pubblici, in relazione ai processi di dismissione finalizzati ad obiettivi di finanza pubblica, le disposizioni di cui al comma 6 dell’articolo 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 si applicano anche alle alienazioni di immobili di cui all’articolo 11-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito in legge 2 dicembre 2005, n. 248; per esse la domanda di sanatoria di cui al citato comma 6 dell’articolo 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 può essere presentata entro un anno dall’atto di trasferimento dell’immobile”. Il condono a cui si fa riferimento è quello voluto da Craxi nel 1985 mentre l’articolo virgolettato è contenuto nel dl IMU in discussione in queste ore al Senato.“A volte ritornano” commenta Roberto Della Seta di Green Italia che aggiunge: “Il condono voluto dall’allora governo Craxi doveva essere un provvedimento una tantum, poi sappiamo come è andata: quella prima sanatoria  dette il via a un’ondata immensa di nuovo cemento illegale e aprì la strada a due altri condoni generalizzati, entrambi a firma Berlusconi. La norma prevista dal governo Letta lancia un segnale assolutamente negativo, dando l’idea che chi a costruito illegalmente può sempre contare su qualche condono. Ed è bene ricordare che a giovarsi per prime della piaga dell’abusivismo edilizio sono da sempre le organizzazioni criminali, che sul cemento illegale hanno costruito enormi fortune”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

2 thoughts on “Nuovo condono edilizio, Green Italia: inaccettabile

  1. Siamo alle solite l’ILLECITO E’ DIVENTATO LECITO lo Stato esalta l’APOLOGIA DI REATO e spinge gli abusivi a continuare perché tanto lo Stato farà altri condoni certo che l’Europa come fa a non diffidare dell’Italia siamo INAFFIDABILI e,se poi la cementificazione provoca DISASTRI AMBIENTALI chi paga è anche chi è nella legalità e non c’entra niente con chi li provoca.

  2. in effetti è una riflessione che, ahimè, mi accorgo di fare sempre più spesso
    ma perchè dovrei continuare ad essere una persona per bene, che rispetta le leggi e si impega per rispettare le norme di convivenza civile se poi, alla fine, chi agisce in spregio a tutto ciò viene “premiato” ? Avendo, peraltro, fatto tutto in maniera più facile, più veloce e, sicuramente, più economica.
    “eh, che ci ho scritto Giocondo”? ( come ha detto qualcuno di recente)

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