irrogazione pesticidi

Cambiare le regole di utilizzo dei pesticidi per garantire la transizione ecologica dell’agricoltura e dare corpo al Green New Deal in questo settore. E oggi un twitter storm per condividere l’appello delle associazioni ambientaliste ai tre ministri coinvolti nel Piano d’azione nazionale sui pesticidi, per cambiare le regole di utilizzo. Sono le iniziative messe in campo da undici associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica.

Il Pan Pesticidi, questa la richiesta, deve indicare come obiettivo la riduzione dell’uso di pesticidi e dare priorità all’agricoltura biologica. E stop assoluto all’uso del glifosato in Italia da qui al 2022.

 

nebbia da pesticidi

 

Pesticidi, cambiare le regole d’uso

Si chiude infatti oggi la consultazione pubblica della bozza del nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, con un appello di undici associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica per «un cambiamento delle regole di utilizzo dei pesticidi nel nostro paese, in grado di assicurare concretamente la riduzione della dipendenza dell’agricoltura e della gestione del verde urbano dai prodotti fitosanitari ed un loro utilizzo sostenibile, come richiesto dalla Direttiva 2009/128/CE».

Le associazioni (Accademia Kronos, AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, FederBio, FIRAB, Greenpeace, Legambiente, Lipu-Birdlife, ISDE, ProNatura, WWF Italia) hanno lanciato anche un Twitter storm rivolto ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo PAN Pesticidi, Teresa Bellanova del MIPAAF, Sergio Costa del Ministero Ambiente e Roberto Speranza del Ministero Salute.

Chiedono che il nuovo PAN «segni il necessario cambiamento delle regole di utilizzo dei pesticidi nel nostro Paese». E che vengano eliminati i sussidi pubblici a chi persiste nell’utilizzo dei principi attivi di sintesi che avvelenano cibo, suolo, acqua e aria.

 

 

Le richieste delle associazioni

Nelle osservazioni inviate nell’ambito della consultazione pubblica le associazioni chiedono una serie modifiche alla bozza del nuovo Piano al fine di garantire regole certe per:

  • Dare effettiva priorità all’agricoltura biologica e individuare obiettivi quantitativi più ambiziosi in termini di percentuali di riduzione di tutti i prodotti fitosanitari perché vi sia un reale effetto sulla salute e sull’ambiente, anche in base al principio di precauzione.
  • Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e per gli agricoltori e loro familiari fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche non inferiori ai 15 metri per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
  • Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette vietare l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti.
  • Vietare l’uso dei pesticidi in città adottando tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole, rete viaria e ferroviaria, con particolare attenzione al verde pubblico e privato e manutenzione degli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città.
  • Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.
  • Nelle aree di rispetto dei punti di captazione di acque da destinare al consumo umano, i piani previsti dall’art. 94 del D.LGS 152/2006 devono prevedere il divieto di utilizzo di concimi e pesticidi chimici, consentendo esclusivamente l’uso dei metodi di coltivazione e dei prodotti consentiti dai disciplinari dell’agricoltura biologica.
  • Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo e rafforzare il sistema sanzionatorio, attribuendo competenze specifiche ad ISPRA e Carabinieri Forestali.

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