La storia infinita del Ponte sullo Stretto: si farà o non si farà? La risposta è rimandata per l’ennesima volta. L’ultimo Consiglio dei Ministri ha deciso di prorogare di 2 anni i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità. Ed è polemica tra gli ambientalisti.
“Non è la proroga per l’approvazione la strada più conveniente, ma al contrario quella di bocciare il progetto definitivo, perché tecnicamente irrealizzabile e dai costi insostenibili. E subito dopo occorre sciogliere la Società Stretto di Messina”. Così commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: “Il Governo Monti ha preso una decisione sbagliata e contro l’interesse del Paese decidendo di continuare a sperperare soldi pubblici per una struttura inutile e per un progetto irrealizzabile – aggiunge Zanchini – L’unica motivazione che si possa immaginare per questa scelta è quella per cui ha vinto la pressione della lobby del Ponte e di quel pezzo della Maggioranza che ha sostenuto per anni questo assurdo progetto. Tenere in piedi per altri due anni il progetto del Ponte significa continuare a pagare studi e magari costruire inutili opere di collegamento a un opera che mai verrà costruita.  L’unico vero progetto a cui dedicarsi con urgenza – conclude Zanchini – è quello per una finalmente efficiente e sostenibile mobilità nell’area dello Stretto”.
 


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3 thoughts on “Ponte sullo Stretto, proroga di 2 anni. Legambiente: “Inaudito sperpero di denaro”

  1. Pensavamo tutti che, visti i tempi durissimi che stiamo attraversando, questa opera faraonica e di difficile realizzazione tecnica venisse definitivamente bocciata. Il Governo dei tecnici ci dava delle speranze, confermate poi dalle dichiarazioni fatte. Ora invece ci tocca constatare che questa lobby è fortissima e pensare che la proroga possa preludere a spese folli e non richieste dalla larghissima maggioranza di cittadini.

  2. Con quale coraggio si parla ancora di questo Ponte sullo stretto mentre il Paese attraversa una crisi economica senza precedenti e praticamente tutto (Sanità, servizi, istruzione, giustizia etc.) è ridotto all’osso. In sicilia, come gran parte del Meridione, gran parte della rete autostradale e ferroviaria è da terzo mondo (la velocità media dei treni è di 24 km/ora!), 2/3 degli ospedali sono vecchi di oltre 70 anni (con la Calabria la Sicilia detiene il triste record per malasanità ed è al primo posto per mortalità materno-infantile), metà delle scuole è inagibile, le città dell’Isola sono le più inquinate d’Italia e agli ultimi posti per vivibilità e servizi, le reti e le infrastrutture idriche sono vecchie di sessant’anni e intere città, da Taranto ad Agrigento, hanno l’acqua ogni dieci giorni. A questo si aggiunge il dissesto idrogeologico che puntualmente ogni hanno miete decine di vittime e gravissimi danni a interi centri.Se c’è una penale da pagare mi sembra giusto che la paghino i politici che hanno sottoscritto il contratto per la realizzazione del Ponte pur sapendo degli altissimi costi dell’opera (8 mld di €, 16 mila mld delle vecchie lire!) e delle gravissime carenze infrastrutturali delle regioni del Sud che sicuramente sono prioritarie rispetto il Ponte sullo Stretto di Messina.

Parliamone ;-)

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