Superbonus e Sismabonus al 110%, pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti

Superbonus e Sismabonus al 110%, pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti

Persone, imprese e lavoro, territori, sono le tre grandi questioni poste dalla crisi e dalla transizione energetica a cui, secondo Legambiente, il Recovery Plan italiano dovrà dare risposta.

L’associazione ambientalista sottolinea, in particolare, l’importanza di elaborare interventi che favoriscano in primo luogo le fasce sociali più deboli, che aiutino gli investimenti in sostenibilità, ricerca, innovazione e qualità, e che, sul fronte dei territori, portino all’accelerazione dei progetti di riconversione industriale e riqualificazione.

“Abbiamo un’occasione storica per rilanciare il Paese che non dobbiamo sprecare – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente -. Le scelte green possono contribuire a definire il percorso di rilancio del Paese, non solo per le risorse che potranno mobilitare, circa 90 miliardi di euro complessivamente, ma soprattutto perché possono diventare una leva di innovazione dell’economia e di rigenerazione e rilancio dei territori, da coordinare con le altre politiche di finanziamento previste per rilanciare il sistema sanitario, per la digitalizzazione”.

Recovery Plan, le 10 sfide green per l’Italia

Legambiente e Forum Disuguaglianze e Diversità presentano, quindi, le 10 sfide green per cambiare il futuro, individuando le missioni strategiche su cui impegnare le risorse e le riforme indispensabili ad aprire questo nuovo scenario.

“Milioni di italiani stanno reagendo allo shock e alla caduta di domanda ridisegnando i loro piani di vita – dichiara Fabrizio Barca, Coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità -. Avviene prima di tutto dal lato della domanda, con cambiamenti nei modi di vita, di consumo e di lavoro. È uno di quei momenti dove le politiche devono e possono favorire l’adattamento, e facendolo possono accrescere a un tempo giustizia sociale e ambientale”.

– Un salto di scala industriale, territoriale e comunitario per le fonti rinnovabili: una nuova missione di strategia industriale basata su impianti eolici offshore e solari a terra in aree dismesse e comunità energetiche e autoproduzione da fonti rinnovabili.

– Dimezzare i consumi energetici del patrimonio edilizio pubblico e privato: con la proroga del superbonus al 2025, con revisione dei criteri in modo da spingere l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili in sostituzione de gli impianti a gas e l’introduzione di un fondo per l’accesso al credito da parte delle famiglie per gli interventi di efficienza energetica.

– Innovazione e giusta transizione nei territori della rivoluzione industriale: con le prossime chiusure di numerose centrali a carbone e olio combustibile e di tante imprese che dovranno ripensare le produzioni industriali in un contesto di forte innovazione, occorrerà aiutare la riconversione del sistema e creare opportunità di riqualificazione e rilancio delle attività.

Recovery Plan, le 10 sfide green
Recovery Plan, le 10 sfide green


– Accelerare l’economia circolare rafforzando le filiere territoriali
: occorre completare l’impiantistica per chiudere il ciclo della materia e accelerare la creazione di un mercato delle materie prime seconde e di materiali provenienti da recupero e riuso.

– Accelerare la transizione industriale green: attraverso la definizione di una strategia nazionale per gli investimenti nei settori industriali strategici della decarbonizzazione, su cui convogliare le risorse del recovery plan con priorità a automotive, batterie, idrogeno verde, elettrificazione e digitalizzazione dei porti e del trasporto pubblico locale.

Le sfide per il territorio

– Ridurre il gap nell’accesso alla mobilità sostenibile tra i territori e nelle periferie: creare opportunità per i territori e le periferie ignorati dalle politiche ordinarie.

– Rigenerazione delle aree urbane: attraverso politiche che affrontino finalmente la situazione delle periferie, riqualifichino gli spazi pubblici e la mobilità, riducano i problemi di accesso alla casa e di degrado del patrimonio edilizio esistente.

– Ridurre i ritardi e i divari digitali: accelerare i lavori per la banda ultralarga, investire in infrastrutture di cloud computing e intelligenza artificiale, realizzare nelle città metropolitane piattaforme digitali pubbliche a servizio delle politiche di mobilità, accelerare nel dispiegamento del 5G, garantendo informazione ai cittadini e applicazione di standard di esposizione a tutela della salute e la definizione di regolamenti comunali per localizzare le stazioni radio base.

– Sicurezza e adattamento al clima dei territori, attraverso piani e interventi di adattamento climatico nelle aree urbane a maggior rischio e il rafforzamento delle attività di monitoraggio degli impatti sanitari dei cambiamenti climatici.

– Rafforzare il modello agroecologico, per contribuire alla riduzione degli impatti climalteranti, alla valorizzazione del biologico e alla qualificazione dell’agricoltura integrata, promuovendo l’economia circolare e l’utilizzo di materiali riutilizzabili, riciclabili e compostabili, fino al profilo etico del lavoro in agricoltura e alla lotta all’uso dei fitofarmaci illegali.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)