Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente

“Il costo di smaltimento in discarica continua a essere troppo basso. La cifra si attesta oggi sui 110 euro a tonnellata, mentre nel 2013 il costo medio era di circa 90 euro/tonnellata, ma si deve lavorare per rendere sempre meno conveniente il sotterramento dei rifiuti”. Così Legambiente che oggi ha presentato il dossier Rifiuti zero, impianti mille in occasione della prima giornata dell’Ecoforum sull’economia circolare, organizzato a Roma da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club.

Sono attive in Italia 383 discariche (Ispra 2018, dati 2017 e 2016) dove sono stati smaltiti quasi 20 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e speciali. Le situazioni migliori in termini di gestione dei rifiuti (Veneto, Piemonte e Sardegna) spesso risultano dove il costo dello smaltimento in discarica è più alto (almeno 100 euro a tonnellata), con qualche eccezione (Liguria o Basilicata) dove l’alto costo non ha fatto ancora decollare la raccolta differenziata e la riduzione del secco residuo da smaltire. Altra nota dolente la voce di costo dell’ecotassa.

Fra le priorità messe al centro della due giorni ci sono la realizzazione in ogni regione degli impianti necessari per il recupero di materia e il riuso dei rifiuti, la velocizzazione dell’iter di approvazione dei decreti End of Waste per semplificare il riciclo, l’obbligatorietà per tutti i Comuni del sistema di tariffazione puntuale. Ancora: l’introduzione di una nuova ecotassa in discarica, rivedendo la normativa nazionale del 1995 e prevedendo un costo più elevato e la modulazione sulla base dei quantitativi pro capite di secco residuo smaltito.

Per Legambiente, una delle principali criticità è infatti la voce di costo relativa all’ecotassa, il tributo speciale richiesto dalle Regioni ai Comuni per il conferimento in discarica. Ancora oggi, dice l’associazione, “non si è riusciti a modificare la normativa nazionale per trasformare l’attuale tetto massimo di circa 25 euro a tonnellata stabilito per legge nel 1995 in una soglia minima, prevedendo in tutte le Regioni una modulazione in base al secco residuo che si avvia a smaltimento. In 9 Regioni l’ecotassa viene modulata in base alla percentuale di raccolta differenziata, mentre solo 2 amministrazioni regionali prevedono una modulazione sui quantitativi pro capite di secco residuo da avviare a smaltimento”.

“Il paese deve archiviare definitamente la stagione del monopolio delle discariche – ha detto il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – ma per farlo concretamente e su tutto il territorio nazionale deve utilizzare la leva economica e costruire l’alternativa impiantistica. È arrivato il momento di cambiare la legge sull’ecotassa per lo smaltimento in discarica per tartassare questo vecchio sistema di gestione dei rifiuti, ma è fondamentale anche costruire nuovi impianti di riuso e riciclo dei rifiuti spesso osteggiati come se fossero impianti inquinanti. Sbaglia chi pensa che l’opzione rifiuti zero in discarica corrisponda alla costruzione di zero impianti, quando in realtà se ne devono costruire mille nuovi”.

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