IoNonViVoto.org non è una campagna astensionista. Al contrario: chiediamo a tutti i leader politici e a chi si candida a governare il Paese impegni precisi per salvaguardare ambiente, salute, economia e occupazione”. È quanto si legge sulla petizione online di Greenpeace www.iononvivoto.org, già firmata da circa 45 mila cittadini, i quali hanno detto che non voteranno chi non si impegna per contrastare l’uso delle fonti fossili, carbone e petrolio, nella produzione di energia e non voteranno chi non sostiene la crescita delle fonti rinnovabili.
Oltre alle firme, informa Greenpeace, tutti i candidati alle elezioni hanno ricevuto anche un questionario di Greenpeace sul futuro energetico del Paese. Alcuni candidati e di diverso orientamento politico hanno risposto – sul sito sono presenti le risposte, fra gli altri, di Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Giorgia Meloni, Roberto Maroni – ma non i candidati principali: Pier Luigi Bersani, Mario Monti e Silvio Berlusconi, finora rimasti in silenzio.
Il questionario, nove domande nella forma sì-no, chiede fra l’altro di cancellare ogni progetto di nuova centrale a carbone, impegnandosi a dimezzare la produzione elettrica da carbone entro il 2020 e ad azzerarla entro il 2030; di cambiare i vertici Enel; di allontanare le trivelle dalle coste italiane e di aumentare la fiscalità sulle estrazioni di greggio; di rimuovere gli ostacoli alla realizzazione degli impianti da energie rinnovabili, di attuare una nuova fiscalità energetica e di puntare sull’efficienza in tutti i settori, rendendo obbligatorio in Italia l’obiettivo del 20% di efficienza in più al 2020.
Mancano ancora le risposte dei tre leader principali, afferma Greenpeace.“La distanza dei partiti e dei loro leader dai cittadini si misura anche da atteggiamenti come questo – commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – I candidati non rispondono a noi come alle migliaia di cittadini che li interpellano. Eppure si tratta di domande su argomenti importanti: vogliono  eliminare progressivamente l’utilizzo del carbone, fermare l’estrazione petrolifera a mare, promuovere seriamente le fonti rinnovabili, o no?”
Per Greenpeace e i circa 45 mila cittadini che finora hanno firmato la petizione ci sono almeno tre emergenze su cui i partiti e i loro leader devono esprimersi: “il Mediterraneo svenduto alle compagnie petrolifere per sfruttare giacimenti miseri”; le emissioni delle centrali a carbone operanti in Italia, che causano  570 morti premature l’anno e danni sanitari, economici e ambientali per oltre 2,6 miliardi di euro; le fonti rinnovabili, l’unico settore che ha resistito alla crisi continuando a generare ricchezza e occupazione, che è sempre più frenato da burocrazia e incertezza normativa. Solo nel 2010, afferma Greenpeace, e senza contare gettito fiscale, benefici ambientali, contributo al PIL, le rinnovabili hanno fatto risparmiare al Paese 8-10 miliardi in mancate importazioni di fonti fossili.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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