Si torna a comprare il vino in cantina e salgono a 21mila le imprese vitivinicole nazionali che hanno aperto nell’ultimo anno le porte aziendali direttamente ai consumatori realizzando un fatturato record stimabile in quasi un miliardo di euro. E’ quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio Coldiretti sulle vendite dirette in Italia, che evidenzia un fenomeno in rapida ascesa frutto della necessità di combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola dopo l’esplosione degli ultimi anni e della volontà di verificare personalmente qualità, genuinità, origine e tecnologie utilizzate per il vino che si porta in tavola.

Si tratta – precisa la Coldiretti – di una opportunità per i consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità, ma anche di una occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica ed inimitabile. Il vino – sottolinea la Coldiretti – è infatti il prodotto dove è cresciuta più rapidamente la forbice dei prezzi tra produzione e vendita al dettaglio e nella ristorazione con valori in continua ascesa per i consumatori mentre per i viticoltori all’origine si registra un incomprensibile calo che è stato pari al 21,2 per cento nell’ultimo anno secondo l’ismea.

Anche per questo – continua la Coldiretti – il vino è oggi il prodotto più commercializzato dalle aziende agricole impegnate in Italia nella vendita diretta e supera ortofrutta, olio, carni e derivati e formaggi che seguono a distanza. Le regioni dove maggiore è l’incidenza del vino nella vendita diretta sono – precisa la Coldiretti – Friuli, Piemonte, Umbria, Lazio e Basilicata dove sono coinvolte quasi la metà delle imprese che scelgono questa forma di commercializzazione.

 

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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