Anche per l’agricoltura è ormai recessione. Dopo i positivi risultati ottenuti, in termini produttivi, durante il 2004 si prospetta, infatti, un 2005 in "rosso". La produzione, secondo le ultime stime, dovrebbe scendere del 2,2%; i redditi degli agricoltori sono destinati ancora a calare; i costi continueranno ad aumentare, mentre i prezzi si prevedono in netta discesa. A denunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale si rende necessaria una svolta nella politica agricola e per questo ha avviato una serie di iniziative sul territorio a sostegno degli imprenditori agricoli che vivono un momento di grave emergenza e di grande incertezza.

Per quanto riguarda i singoli settori, c’è da rilevare – rimarca la Cia- che il grano duro è il prodotto che registra la contrazione più significativa. In seguito all’entrata in vigore della riforma della Pac, che ha istituito il pagamento unico disaccoppiato e abbassato il pagamento specifico al grano duro in Italia, si è verificato un calo degli investimenti del 28%, rispetto ai livelli del 2004, che a loro volta dovrebbero tradursi in una diminuzione del 35% dei raccolti, che in alcune regioni può superare il 40%.

Dopo il grado duro è il mais -fa notare la Cia- la coltura per cui si prevede un consistente calo produttivo. Situazione difficile anche per la frutta e gli agrumi che dovrebbero registrare forti scostamenti dai livelli produttivi del 2004. Comunque, per tutto il comparto ortofrutticolo, attualmente in profondo stato di crisi, sarà un "anno nero" che andrà ad aggravare i già magri bilanci delle imprese agricole e a ridurre ulteriormente i redditi dei produttori.

A rendere più complesso il quadro dell’agricoltura italiana -avverte la Cia- è il costante calo dei consumi dei prodotti agroalimentari che negli ultimi cinque anni hanno avuto una flessione del 10 per cento (-2,6 per cento annuo). E anche per il 2005 questa tendenza, già peraltro confermata dall’andamento del primo semestre (-1,2 per cento), dovrebbe confermarsi. Ed è probabile a fine anno un calo intorno al 2 per cento.

Dunque, uno scenario sempre più preoccupante, davanti al quale la Cia è intenzionata a promuovere tutte le azioni necessarie per sollecitare gli interventi e le politiche indispensabili per mutare rotta. Da qui un serrato confronto non solo a livello di Governo (Dpef, Finanziaria per il 2006, Conferenza nazionale per un patto per l’agricoltura), ma anche con le Regioni, in modo da sviluppare un’azione fortemente incisiva in difesa dei redditi dei produttori agricoli. Un’azione sull’intero territorio nazionale per cercare di ridare quelle certezze che purtroppo continuano a mancare.


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