Negli ultimi dieci anni l’Italia ha visto crescere in maniera consistente le importazioni di ortofrutta: più 28 per cento. Il Paese importa più pomodori, cicorie, cipolle, zucchine, carciofi, kiwi, mele, pere, ciliegie, nocciole, mandorle. E la Spagna conquista il primato. E’ quanto denunciato nel corso della conferenza stampa sull’annata agraria 2005 tenuta dal presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Giuseppe Politi.

Secondo la Cia ormai l’Italia ha perso la leadership nell’ortofrutta. In particolare, negli ultimi dieci anni -è stato rilevato- le esportazioni italiane di prodotti ortofrutticoli verso il resto del mondo hanno registrato un aumento del 10 per cento, mentre le importazioni provenienti dall’estero hanno invece registrato un incremento ben più consistente: più 28 per cento. Rispetto a dieci anni fa le esportazioni italiane verso l’Europa a 25, con riferimento ai prodotti ortofrutticoli, hanno avuto un aumento dell’8,4 per cento. Nonostante tale incremento, la quota che l’Italia ha destinato alle esportazioni verso l’Ue a 25 è diminuita di 1,3 punti percentuali. Le esportazioni verso l’Ue a 15 sono aumentate dell’1,8 per cento, ma è diminuita la loro importanza come area di destinazione dei prodotti italiani rispetto al 1995.

Si registra – sottolinea la confederazione – di un aumento pressoché generalizzato delle importazioni. L’Ue a 25 ha migliorato la sua posizione all’interno del mercato italiano. I nostri acquisti da quest’area rappresentano attualmente il 40 per cento delle importazioni totali di ortofrutta (rappresentavano il 33 per cento nel 1995). L’incremento percentuale è di più del 56 per cento. Inoltre, mentre l’export italiano è rimasto stabile nei confronti dell’Ue a 15, le importazioni da quest’area sono aumentate di più del 54 per cento e sono passate da una quota percentuale del 32 per cento a quasi il 39 per cento. Sono cresciute, inoltre, le importazioni dagli altri paesi europei (più 112 per cento) che hanno visto aumentare la loro quota sul nostro import dal 3 al 5 per cento.

I paesi dell’Africa settentrionale hanno quintuplicato le loro esportazioni verso il nostro Paese. Tale aumento è sicuramente dovuto al processo di specializzazione nella produzione di ortofrutta che ha interessato soprattutto l’Egitto, il Marocco e la Tunisia. E’ aumentato significativamente il nostro import dall’America del Nord che rappresenta il 4 per cento delle nostre importazioni (nel 1995 la sua quota era dell’1 per cento), con conseguente peggioramento del saldo commerciale italiano nei confronti della regione. E’ rimasta stabile la quota delle importazioni italiane dall’America centro-meridionale che costituisce circa un terzo degli acquisti italiani di prodotti ortofrutticoli. In termini di variazione percentuale nell’ultimo decennio le importazioni dall’America Latina e centrale sono aumentate del 25,6 per cento.

"Insomma, i nostri mercati ortofrutticoli – avverte il presidente Politi – hanno visto in questi ultimi anni una vera e propria invasione, anche da parte di paesi non tradizionali esportatori, come il Cile, l’Argentina, l’Uruguay, la Cina , l’Africa del Sud. Quello che più preoccupa è che importiamo più pomodori, cicorie, cipolle, zucchine, carciofi, kiwi, mele, pere, ciliegie, nocciole, mandorle. Tutti prodotti per i quali abbiamo mantenuto per anni la leadership".

 

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