Ora anche l’agricoltura periurbana ha la sua "Carta". Un documento articolato che verrà presentato alle istituzioni, al mondo politico e imprenditoriale, ai cittadini e nel quale vengono indicati gli obiettivi e gli strumenti da utilizzare per dare più spazio nelle aree metropolitane alle coltivazioni. A presentarla è la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel corso di un convegno nazionale tenutosi ieri a Milano. "Con essa – afferma, nelle conclusioni, il presidente Giuseppe Politi- vogliamo garantire non solo il mantenimento ma lo sviluppo dinamico e sostenibile del settore agricolo nell’hinterland delle città. Per questo motivo servono politiche ed interventi mirati in grado di favorire una crescita che può contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio, dell’ambiente naturale".

"Negli ultimi dieci anni -sostiene il presidente – il fenomeno dell’agricoltura nelle aree periurbane ha assunto una fisionomia e una linea di azione sempre più precise. Ma la questione della migliore sistemazione di questi spazi dal punto di vista urbanistico e agricolo-produttivo deve essere ancora correttamente impostata. Occorre, infatti, mettere in atto politiche tese ad equilibrare le aree già destinate all’agricoltura, valorizzando il rapporto con la natura e con le attività produttive in generale"."Così -rimarca Politi- nel rapporto città-agricoltura si dovranno esaltare, soprattutto nelle aree a crescita urbana più equilibrata e diffusa, quegli elementi capaci di stimolare una maggiore crescita e un ulteriore progresso produttivo del settore agricolo".

Oggi -si rileva nella "Carta" degli agricoltori – le aree agricole in prossimità delle città sono sottoposte all’espansione dell’urbanizzato e delle sue infrastrutture. Una pressione che condiziona e limita l’imprenditoria agricola, in particolare attraverso lo spezzettamento dei fondi, l’abusivismo e l’incertezza contrattuale. Proprio la vicinanza al centro urbano dovrebbe, invece, essere meglio sfruttata per offrire opportunità importanti alle aziende agricole, quali la prossimità ad un potenziale mercato, il bisogno di qualità e sicurezza dei prodotti alimentari, il potenziamento dei servizi ambientali e di difesa del territorio.

Da qui -come si sottolinea nella "Carta"- l’esigenza che gli spazi agricoli vadano riconosciuti sul piano sociale, politico ed amministrativo e tutelati con azioni e norme specifiche. Allo stesso tempo occorre che le aree metropolitane si dotino di efficaci strumenti di pianificazione, di assetto territoriale e di risorse finanziarie per evitare che l’agricoltura periurbana sia sottoposta a processi di urbanizzazione tali da comprometterne l’esistenza come tessuto organico.

Come favorire questa crescita? La "Carta" della Confederazione propone, tra l’altro, specifiche direttive, con opportune risorse, a livello europeo per promuovere azioni di sostegno e sviluppo dell’impresa agricola. Accanto ad esser va promossa nella società una cultura della terra intesa come bene di tutti. Vengono, inoltre, richiesti strumenti giuridici di pianificazione territoriale che integrino la gestione degli spazi periurbani con le politiche agricole e iniziative degli enti pubblici per potenziare il principio di sussidarietà. Infine, si sollecita di introdurre il concetto di "valutazione di impatto agricolo" ogni volta che si vogliono effettuare interventi che prevedano perdite di suolo destinato alla produzione agricola.

"La ‘Carta dell’agricoltura periurbana’ – Politi – rispecchia la nostra proposta di nuovo Patto con la società. Una proposta con la quale si individua un nuovo ruolo per il settore agricolo non più legato alla sola produzione di derrate alimentari di qualità, ma capace di rappresentare anche le esigenze ed i fabbisogni di cultura, natura, energia, ambiente, paesaggio. Insomma, l’obiettivo è la piena valorizzazione della multifunzionalità dell’azienda agricola. Un’azienda che può giocare un ruolo di primo piano proprio nelle aree periurbane, evitando che esse subiscano negativamente l’influsso e l’impatto delle città. Conseguenze che oggi si traducono in una progressiva riduzione dei terreni agricoli coltivabili ed una preoccupante penalizzazioni delle stesse produzioni".

Al convegno di Milano, aperto da un saluto del presidente della Cia Lombardia Mario Lanzi e moderato dal vicepresidente della Cia delle Province di Milano e Lodi Dario Oliverio, sono intervenuti numerosi esponenti delle istituzioni, del mondo scientifico, accademico e imprenditoriale e di esperti urbanistici. La "Carta" è stata illustrata dal presidente della Cia delle Province di Milano e Lodi Paola Santeramo. Il presidente dell’Agia (l’Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia) Luca Cristoni che ha affrontato il tema relativo al contributo dell’agricoltura per la gestione del verde e dell’ambiente urbano.

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