La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del "decreto agricoltura". Il provvedimento, dopo il rinvio del Presidente della Repubblica, aveva ieri ricevuto il via libera del Senato. La norma contiene le misure a sostegno del mercato avicolo in crisi per l’influenza aviaria; interventi per ridurre lo smog nelle città con l’obbligo di utilizzare biocarburanti, derivanti dalle coltivazioni nazionali; la lotta alla contraffazione e alle frodi con l’obbligo di etichettatura di origine per il miele, e il divieto per i pubblici esercizi di proporre al consumo olio di oliva in contenitori non etichettati; l’occupazione nei campi con la riduzione del costo del lavoro e la sospensione degli aumenti automatici per oltre duecentomila imprese agricole italiane che assumono.

Immediata la reazione degli agricoltori. In particolare, il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni ha affermato: "Il consenso generale sui contenuti del provvedimento dimostra l’obiettiva importanza delle norme e la gravità di una situazione che è stata affrontata con responsabilità dalle Istituzioni per rendere operativi interventi rilevanti e urgenti per consumatori e per i nostri imprenditori che per molti giorni in migliaia hanno "presidiato" con successo i lavori".

La Cia (Confederazione italiana agricoltori) esprime invece "le sue preoccupazioni per un provvedimento, approvato definitivamente oggi dalla Camera, che non dà le risposte sperate". "Ancora una volta – si legge in una nota della confederazione – le aspettative degli imprenditori agricoli sono andate deluse. Lo stralcio delle misure volte a regolarizzare i debiti pregressi Inps rischia di aggravare i già complessi problemi delle aziende, con costi ed oneri che diventano sempre più asfissianti. Per quanto riguarda invece l’emergenza aviaria gli interventi, pur importanti, risultano insufficienti vista la rilevante dimensione dei danni subiti dal settore".

Amarezza e soddisfazione invece da parte di Confagricoltura che precisa: "L’amarezza per la mancata regolarizzazione contributiva resta. Confagricoltura rimarca come è venuto meno uno dei cardini del disegno di riforma della previdenza proposto dal ministro Alemanno, che tendeva ad alleviare il costo del lavoro, a chiudere le pendenze del passato. Da valutare positivamente le misure previdenziali per il futuro che contribuiscono concretamente ad abbattere gli oneri per le imprese mediamente del 3%".

Clicca qui per scaricare il testo del decreto coordinato con le modificazioni apportate in sede di conversione.


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