Si è aperta questa mattina ad Orvieto la XI Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti – Regioni. Al centro del dibattito il federalismo come nuova opportunità per spingere il nostro sistema socio sanitario verso l’innovazione. Nel documento condiviso dalle Regioni si legge, tra gli spunti e le proposte: "Ci vuole un federalismo fiscale capace di responsabilizzare tutti i livelli di governo, un federalismo fiscale sostenibile, solidale capace di procurare vantaggi a tutte le Regioni (del Nord e del Sud) e in grado di mettere in moto meccanismi virtuosi in ogni Regione".

Il presupposto dal quale si parte è che l’attuale contesto di crisi socioeconomica determina condizioni di forte instabilità sociale: l’aumento della povertà e l’entrata nelle povertà di lavoratori precari o inadatti alle nuove occupazioni ha una forte influenza e ricaduta sulle politiche sociali che si aggiungono e sostituiscono ai tradizionali ammortizzatori del mercato del lavoro, diventando a loro volta un ammortizzatore delle differenze, delle disoccupazioni, della incapacità di produrre reddito, dei problemi collegati all’alloggio e alla sopravvivenza quotidiana.

Che caratteristiche deve avere il federalismo auspicato? Si tratta di un federalismo:

  • a vantaggio dei cittadini e dell’intero Paese perché si propone di rendere trasparente la correlazione tra prelievo e spesa. Questa trasparenza da un lato incentiva una buona amministrazione, per prelevare il meno possibile dalle tasche dei cittadini, per lo meno quelli meno abbienti, pur mantenendo un livello adeguato di qualità, dall’altro offre a tutti i cittadini gli strumenti per conoscere e quindi controllare l’operato degli amministratori;
  • capace di superare il meccanismo della spesa storica, secondo il quale chi ha avuto continua ad avere senza alcun riferimento all’inefficienza e allo spreco evitando perciò il ricorso a tassazioni neutre ma penalizzanti per parte della cittadinanza;
  • capace quindi di avviare una modalità veramente innovativa di distribuzione delle risorse secondo criteri di definizione dei costi di riferimento per le prestazioni essenziali in sanità, nell’assistenza e nell’istruzione;
  • questa nuova modalità sarà basata sul costo standard chiamato anche costo di efficienza che stabilirà quanto costa un certo servizio che deve essere assicurato a tutti i cittadini italiani;
  • basato sulla perequazione e solidale ma non assistenzialista e inefficiente: nei territori con minore capacità fiscale l’integrazione delle risorse avverrà comunque attraverso un fondo perequativo che non lascerà soli i meno fortunati ma sosterrà le inefficienze.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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