Pesce con meno segreti per il cenone della vigilia del prossimo Natale. A venire in aiuto dei consumatori sarà un’etichetta-semaforo: una serie di cerchietti che cambiano colore con il passare del tempo e il variare della temperatura ottimale per la conservazione saranno applicati sulle cassette e metteranno in grado chiunque di ‘leggere’ lo stato di freschezza di uno dei prodotti per cui è più difficile fare l’identikit.

Non solo, inviando un sms a un numero verde con il numero di codice presente sul contenitore si potrà anche conoscere luogo di cattura e caratteristiche nutrizionali, mentre chi ha più tempo potrà ottenere le stesse informazioni viaggiando su Internet. E’ questo l’obiettivo del progetto ‘Azione pilota per un sistema qualita’ e tracciabilità nel campo dei prodotti itticì, presentato oggi a Roma dal settore agro-ittico-alimentare dell’Agci (Agrital) e realizzato con il contributo del ministero per le Politiche agricole nell’ambito degli accordi di programma del V Piano triennale della pesca e dell’acquacoltura 1997-1999, in collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) e l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e Toscana.

Addio, dunque, ai vecchi consigli della nonna, anche se è vero che il colore, l’odore e gli occhi del pesce la dicono lunga sul suo stato. Basta vedere le foto scattate dai ricercatori dell’Inran per rendersene conto. I gamberi rosa appena pescati hanno un aspetto compatto, il colore brillante nonché l’occhietto vispo, quelli immortalati dopo qualche giorni sono più afflosciati e decisamente più scuri. Ma dal momento che quando si va a fare la spesa non si ha in genere il tempo per uno studio accurato e che di esperti di pesce non ce ne sono tanti in giro, la tecnologia potrebbe rappresentare un passo avanti, anche per i pescatori.

L’etichettatura, infatti, viene fatta nelle sale d’asta dei mercati alla produzione e nei primi due-tre giorni rappresenta un valore aggiunto "indiscutibile per il prodotto", nonché "uno strumento per accorciare la filiera", secondo il presidente di Agci Agrital, Giampaolo Buonfiglio. I produttori hanno davanti "una sfida dice Buonfiglio – e possono contribuire a una vera e propria rivoluzione attraverso la vendita diretta al consumatore". Il che rappresenta una delle strada attraverso cui fare fronte alla crisi del settore, sottolinea il presidente, perché fra i molti capitoli dell’agenda pesca, questo "rappresenta un punto sul quale si può lavorare", senza dimenticare "le difficolta", afferma Buonfiglio. Tra cui la velocità con cui avanza la tecnologia e che rischia di rendere vecchie le soluzioni ancora prima di averle messe in campo: "tutte le tecniche possono essere perfettibili", ma questo non deve portare all’immobilismo, spiega il presidente di Agci Agrital.

Per quanto riguarda i costi, nonostante non sia ancora "possibile un’esatta valutazione", spiega Massimo Rampacci di Agci Agrital, "gli investimenti sono ridotti", soprattutto se, ovviamente, aderisse al progetto un numero alto di marinerie. Il grosso, infatti, è stato rappresentato dalla "creazione della Banca Data stata finanziata dal progettò, conclude Rampacci.

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