La Camera dei Deputati ha respinto all’unanimità la richiesta dell’Unione Europea di cancellare la possibilità di denominare ‘cioccolato puro’ solo quello prodotto con burro di cacao. In particolare, non è stato approvato un articolo (art. 20) della legge comunitaria introdotto precedentemente al Senato per armonizzare la normativa italiana con quella europea. La norma introdotta al Senato alla legge comunitaria attuava una procedura di infrazione aperta dall’Unione europea nei confronti dell’Italia: secondo la Ue la dicitura "cioccolato puro" da scrivere nelle etichette dei prodotti di cioccolato che contengano solo burro di cacao, prevista dalla normativa del nostro Paese ((art.6 del del dlgs n.178 del 2003), è incompatibile con la legislazione comunitaria in materia di etichettatura dei prodotti alimentari.

Soddisfazione nei confronti della decisione è stata espressa da parte di produttori e ambientalisti. In particolare, la senatrice dei Verdi Loredana De Petris ha sottolineato come "Confermare la denominazione ‘cioccolato puro’ significhi consentire ai consumatori una scelta informata e valorizzare l’attività di quei produttori artigianali che utilizzano esclusivamente burro di cacao e le migliori materie prime".

L’Associazione delle industrie dolciarie italiane (AIDI) auspica che, "visto il largo consenso dimostrato dai Deputati per la difesa della tradizione produttiva italiana, il provvedimento, ritornato al Senato, possa ora ottenere una rapida e definitiva approvazione". Mentre Confartigianato si appella al "Ministro delle Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, affinchè segua l’esempio dei nostri deputati e si impegni presso la Commissione Ue per sostenere le misure a difesa delle produzioni europee di qualità e a tutela dei consumatori", Coldiretti ricorda che "Quella della cioccolata è solo una delle guerre per difendere le specialità alimentari nazionali in Europa dove ritardi e lacune normative si pongono spesso in contraddizione con l’esigenza di tutelare la qualità e la sicurezza alimentare". Dall’etichettatura della carne avicola, di maiale, di coniglio, ovicaprina alle conserve vegetali e i succhi di frutta, per la confederazione "Bisogna quindi difendere a livello comunitario e rendere completamente operativa la legge n.204/04 sull’etichettatura d’origine obbligatoria per tutti gli alimenti ottenuta anche grazie alla raccolta di un milione di firme da parte della Coldiretti".

Sulla stessa linea le parti politiche. "Con l’approvazione del nostro emendamento – ha dichiarato l’onorevole Paola Mariani (DS), capogruppo commissione Affari comunitari Camera dei deputati – abbiamo difeso la qualità del cioccolato puro facendo sì che questa dizione sia riservata soltanto a coloro che utilizzano il burro di cacao e non grassi meno pregiati. E’ una vittoria della qualità, dei consumatori, degli artigiani italiani che sono tra i più bravi e degli stessi paesi produttori di cacao". Per Alleanza Nazionale "Non ha vinto né la destra né la sinistra – ha precisato l’On. Antonio Mazzocchi – ha vinto la qualità dei prodotti italiani, il buonsenso e quell’interesse nazionale che deve essere al centro dell’Europa delle diversità".

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