"La giusta battaglia di trasparenza sull’etichettatura di origine obbligatoria dei prodotti per sostenere la competitività del Made in Italy e salvaguardare l’identità territoriale è significativa nell’agroalimentare che è la seconda voce del PIL e dove più elevati sono i rischi della contraffazione e della delocalizzazione". Questo il commento del presidente della Coldiretti Paolo Bedoni alle dichiarazioni di Gian Domenico Auricchio, Vicepresidente di Confindustria e futuro presidente di Federalimentare in tema di Made in Italy. "La prima missione del nostro Governo in Europa – ha affermato Auricchio – a sostegno della competitività del sistema Paese, deve essere l’approvazione di regole sull’etichettatura di origine obbligatoria".

Per Coldiretti l’etichettatura obbligatoria è "Un obiettivo che nell’agroalimentare è reso ancora più urgente dalle emergenze sanitarie che si rincorrono con la necessità di garantire la sicurezza alimentare dei cittadini attraverso la rintracciabilità delle produzioni e l’indicazione in etichetta del luogo di coltivazione o allevamento dei prodotti agricoli impiegati.

Gli agricoltori si attendono che l’attuale Governo, come il precedente, sappia cogliere le opportunità e i segnali di modernità che si aprono per il Made in Italy con la nuova cultura della sicurezza alimentare e si faccia promotore e sostenitore nell’Unione Europea delle scelte di avanguardia fatte dalla legislazione nazionale sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti in etichetta, a partire dai provvedimenti relativi al pollame e alla passata di pomodoro su cui è stata aperta incomprensibilmente dalla Commissione Europea una procedura d’infrazione comunitaria dopo l’entrata in vigore lo scorso 15 giugno dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine.

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