La psicosi nei consumi che sta interessando i cittadini italiani con riduzioni degli acquisti del 70 per cento e perdite per il settore avicolo di oltre mezzo miliardo di Euro non sembra coinvolgere nella stessa misura gli stranieri che di fronte all’emergenza dimostrano di apprezzare ancora di più le garanzie di sicurezza e la qualità della produzione Made in Italy, come confermato di recente dalla stessa FAO. Lo afferma Coldiretti in una nota.

La confederazione sottolinea che oltre l’80 per cento delle esportazioni nel mese di ottobre sono state dirette verso gli altri Paesi dell’Unione Europea dove si è registrato un aumento del 19 per cento nelle quantità, nonostante che le spedizioni all’estero rappresentino una componente limitata della produzione nazionale che è destinata soprattutto al mercato interno.

Alla luce di questo importante segnale appare ancora piu’ sconcertante la messa sotto accusa da parte dell’Unione Europea delle norme nazionali che impongono l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del pollame e dei suoi derivati che andrebbero invece – sostiene la Coldiretti – estese a tutti i Paesi dell’Unione Europea e a tutti i prodotti derivati dall’allevamento dal pollame al maiale.

Secondo il ministro della Salute, Francesco Storace, i dati diffusi dalla confederazione " testimoniano che oltre confine c’è fiducia per le misure adottate. Evidentemente, pesano favorevolmente i giudizi positivi di Organizzazione Mondiale della Sanità, Fao e Unione Europea. Da noi, purtroppo, si dà più spazio alla polemica che alle valutazioni lusinghiere degli organismi internazionali sul nostro Paese. I giornali potrebbero esserci di grande aiuto nell’informare i cittadini sugli attestati ricevuti in merito all’efficacia dei nostri controlli e nel rassicurarli che mangiare pollo non fa male".

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