"Sei percorsi a tema per trovare la bussola nel mare magnum dell’enologia italiana". Si presenta così Vinitaly 2008, la più grande rassegna mondiale del settore quest’anno a Verona dal 3 al 7 aprile. Dai vini più curiosi a quelli più nuovi, dall’enologica via "en rose" a quella delle signore, dai vecchi e nuovi classici enoici che rappresentano le grandi denominazioni del Bel Paese per approdare a qualche incursione nel mondo dell’olio d’oliva; Confagricoltura mette in scena i percorsi della tradizione per degustare "La Grande Italia del vino". Lo riferisce Confagricoltura in comunicato.

Questi i sei percorsi di degustazione proposti da Vinitaly:

  • "Preziosi e curiosi". Sono i vini simbolo della ricchezza del vigneto Italia; profondamente autoctoni o "importati", questi vitigni rappresentano una sterminata varietà di proposta originale, e insieme di una flessibile varietà microclimatica, capace di offrire habitat di assoluto pregio, senza tuttavia coprire le note marcate di "territorializzazione", anche ad uve arrivate da lontano.
  • "New Wines". Per chi è sempre a caccia dell’ultima novità un percorso di degustazione che seleziona tutti i vini presenti per la prima volta, e in qualche caso semplicemente per la seconda, a Verona.
  • "Via en rose". Dedicato ai vini rosati con la loro struttura "aggraziata" e meno "robusta" rispetto ai rossi, si scoprono più versatili e bevibili in moltissime occasioni e soprattutto di più facile abbinamento.
  • "Il vino delle Signore". Pur non essendo certo una novità assoluta, per chi vive questo mondo, il fenomeno delle aziende vitivinicole al femminile, fetta essenziale tra l’altro della produttività enoica italiana, si distingue per l’eleganza, la cura del dettaglio, la spinta illuminata all’attualizzazione della veste, oltre che della sostanza del vino.
  • "La grande Italia del Vino". Punta di Diamante di Confagricoltura raccoglie la produzione d’eccellenza: dalla "a" di Amarone, alla "b" di Barbaresco, Barolo, Brunello e di Bolgheri si passa ad una grande "f", quella di Franciacorta.
  • "Grandi Denominazioni". Una super degustazione per veri addetti ai lavori ed enoappassionati di livello.

 

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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