Il Centro micologico regionale di Arpa Emilia- Romagna ha messo a punto in un bollettino "preventivo", le raccomandazioni d´obbligo allo scopo di ricordare agli appassionati della raccolta e del consumo di funghi, i rischi e le conseguenti cautele da adoperare. Nel vademecum vi sono indicazioni su quali specie consumare, sulla cottura migliore da adottare, sulle zone di raccolta da scartare (i funghi tendono ad accumulare sostanze nocive per l´uomo), sulle parti da evitare perché meno digeribili e su cosa fare in caso di disturbi o sospetta intossicazione.

In particolare l’Arpa consiglia di:

  • Raccogliere e consumare solo le specie fungine ben conosciute, le specie incerte non devono essere consumate, se non dopo controllo presso gli Ispettorati Micologici della zona.
  • La commestibilità che viene riportata nei manuali per il riconoscimento è sempre intesa dopo cottura, perché quasi tutti i funghi contengono tossine termolabili.
  • Per cottura si intende la cosiddetta "sbollentatura" per almeno 15 minuti e non processi quali la grigliatura in cui il calore potrebbe non raggiungere tutte le parti del carpoforo.
  • Evitare la raccolta in prossimità di discariche, strade trafficate, stabilimenti industriali ecc., i funghi tendono ad accumulare molte sostanze nocive per l’uomo.
  • Il fungo è un alimento facilmente alterabile non deve quindi essere consumato in stato di avanzata maturazione, quando fortemente intriso di acqua e quando completamente invaso da larve ("tarlato" ). In questi casi vi è il rischio di tossinfezione alimentare.
  • Evitare il consumo delle parti coriacee o molto fibrose (spesso i gambi) che potrebbero risultare difficilmente digeribili.
  • In caso di disturbi quali dolori addominali, vomito, diarrea, sudorazione profusa, alterazione dello stato psichico, disturbi visivi, in seguito ad un pasto.

Sul portale Ermes, nella sezione "L´alimentazione e la qualità dei cibi" dedicata a Funghi e tartufi, si trovano tutte le informazioni necessarie sul corretto consumo alimentare dei funghi. Prima di partire per una gita nei boschi – si legge sul sito della regione – non va infatti dimenticato che per raccogliere i funghi in Emilia-Romagna occorre un tesserino che può avere validità giornaliera, settimanale, mensile o semestrale. I tesserini si acquistano presso le Comunità montane, i Parchi Regionali, le Province e, a seconda dei casi, i Comuni e gli esercizi pubblici convenzionati. In Emilia-Romagna sono regolamentati anche i giorni di raccolta e le quantità massime giornaliere consentite.

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