Le recenti proposte di regolamento adottate dalla Commissione Ue relative alla protezione dei prodotti Dop, Igp e Stg contengono elementi che evidenziano perplessità e richiedono, quindi, ulteriori approfondimenti. A sottolinearlo è il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno. "La Cia -scrive Politi- condivide gli obiettivi che sono alla base delle proposte di regolamento: in particolare l’internazionalizzazione del sistema europeo di tutela delle denominazioni e la effettiva partecipazione ad esso di produttori di Paesi terzi. Obiettivo quest’ultimo di primaria importanza che, oltre ad adempiere alle richieste del Panel al Wto, fa crescere quella cultura di conoscenza e rispetto delle Dop e Igp, anche per una effettiva tutela dei nostri prodotti sui mercati internazionali".

Per la Cia anche una migliore ripartizione dei ruoli tra la Commissione ed i Paesi membri, finalizzato ad un più efficace e trasparente funzionamento del sistema, "è -rileva il presidente confederale- un obiettivo da perseguire, ipotizzando un organismo europeo con competenze specifiche". Però, su questo punto, secondo Politi, "la proposta di regolamento non sembra che affronti adeguatamente il problema". Un altro aspetto che "lascia perplessi" riguarda -sostiene il presidente – il sistema dei controlli. In particolare viene messo in risalto il rischio di sovrapposizioni tra il sistema di controlli igienico-sanitari, previsti con il regolamento 882/04, e quello specifico di qualità nelle produzioni Dop e Igp.

Nella lettera ad Alemanno, Politi afferma, inoltre, che "la proposta di regolamento trascura alcuni problemi che si sono già evidenziati e la cui soluzione dovrebbe trovare spazio nell’evoluzione della regolamentazione: cito solamente l’uso delle Dop e Igp nei prodotti composti, normato in Italia ma non in altri Paesi".Il presidente della Cia conclude ribadendo che si può procedere speditamente circa l’approvazione delle norme che rispondono alle richieste del panel Wto, mentre "l’evoluzione normativa di un sistema importante come quello delle Dop, Igp e Stg deve essere oggetto di un serio approfondimento, che sia svolto con l’effettivo concorso dei Paesi membri e l’attiva partecipazione dei produttori che a tale sistema partecipano".

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