Il 98% dei giovani trentenni consuma salumi più o meno spesso e il 91% li ama o addirittura li adora per le loro caratteristiche organolettiche e per l’essere strumento di socializzazione; per la maggioranza costituiscono uno degli alimenti chiave sia in occasione dei pasti principali, sia in occasione di gite e picnic, merende e aperitivi. Sono questi, in sintesi, i risultati emersi dalla ricerca realizzata da Astra per l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 24 ed i 34 anni.

L’indagine è stata presentata oggi a Roma in occasione della conferenza stampa per l’iniziativa "Salumiamo – fette d’aperitivo", progetto che ha l’obiettivo di far conoscere ai cittadini la grande varietà di salumi della penisola. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra l’Unc e l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, con il sostegno del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

In particolare, "Salumiamo" prevede l’organizzazione di una serie di eventi (dal 27 settembre al 9 novembre) in cui i cittadini avranno l’opportunità di degustare i migliori salumi italiani. I primi tre incontri, che si sono svolti a Milano, hanno confermato il successo di un’iniziativa importante visto che "I salumi – ha spiegato Francesco Pizzagalli, presidente dell’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani – sono certamente un fiore all’occhiello del Made in Italy agroalimentare e sono i più premiati dall’Unione Europea con i riconoscimenti Dop e Igp".

La ricerca presentata oggi dall’Unc ha confermato questa posizione di primato dei salumi tra i prodotti di qualità. "Il giovane consumatore del terzo millennio – ha commentato Vincenzo Dona, segretario generale dell’Unc – è attento ai sapori nuovi, ama sperimentare abbindamnti anche arditi ma allo stesso tempo, desidera riscoprire quelle gustosità legate alla tradizione culinaria e gastronomica delle sue origini. Per questo abbiamo pensato di andare nei luoghi abitualmente frequentati dai giovani".

Il 98% dei giovani trentenni intervistati ha dichiarato di consumare insaccati più o meno spesso e il 91% ha affermato di amarli o addirittura di adorarli. Tra i salumi prediletti troviamo, nella fascia di età tra i 24 ed i 29 anni, il salame, lo speck, la mortadella, la pancetta e il wurstel; i giovani tra i 30 e i 34 preferiscono invece il prosciutto crudo e cotto, il culatello e la bresaola.

Per quello che riguarda le occasioni di consumo, la ricerca ha evidenziato che i salumi risultano mangiati dai 24-34enni in misura pressoché identica a cena (88%), a pranzo (88%) e fuori casa (83%), mentre pesano assai meno le fasce del pomeriggio (29%) e specialmente del mattino (12%). La cultura dei salumi presso i giovani è risultata invece ricca e assai articolata. In particolare, tra le connotazioni degli insaccati oggetto d’interesse dominante troviamo le caratteristiche organolettiche, la buona qualità, la sicurezza, il giusto rapporto qualità/prezzo, il colore e la giusta stagionatura. Minori, ma sempre maggioritarie, le domande di garanzia e certificazione e di provenienza da una zona d’eccellenza.

Clicca qui per scaricare il programma dell’iniziativa "Salumiamo – fette d’aperitivo".


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