Gli OGM in Italia: ambiente agricolo, ecosistemi naturali, salute, economia e giurisprudenza sono i settori nei quali si evidenzia l’impatto delle piante e degli alimenti transgenici. E, in vista della conclusione del progetto "OGM in agricoltura", finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e coordinato dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, è stato presentato un secondo bilancio delle ricerche in corso, che stanno analizzando le problematiche legate alla introduzione in Italia di colture OGM. L’occasione è stata rappresentata dal convegno "Ricerche sugli OGM in Agricoltura: Risultati", che si è svolto oggi a Roma.

"Ritengo che questo evento, realizzato senza aspettare le conclusioni definitive di tutte le linee di ricerca, dimostri l’esistenza di un clima di attenzione nei confronti del cittadino e, in particolare, della comunità scientifica e degli operatori che sul territorio dovranno gestire la presenza degli OGM a vari livelli – ha detto il coordinatore del progetto Giovanni Monastra – Così è possibile controllare, in corso d’opera, come vengono spesi i soldi pubblici in un settore dove non sempre c’è chiarezza. In altre parole, ciò significa volere la trasparenza nel campo della gestione economica dei fondi statali e fornire informazioni in tempo reale".

Numerose le linee di ricerca che sono state illustrate durante i lavori. Dal punto di vista socioeconomico, ad esempio, è stata effettuata una ricerca sull’impatto degli OGM sul sistema agroalimentare italiano. In questo caso è stato valutato sia l’impatto diretto legato alle importazioni di prodotti come la soia e i suoi sottoprodotti, per i quali si sconta un forte deficit commerciale (1,2 miliardi di euro l’anno), sia un impatto potenziale legato ai prodotti delle coltivazioni transgeniche la cui pratica, autorizzata dall’Unione Europea, non è ancora consentita in Italia. Attualmente gli agricoltori interessati a coltivare OGM sono una minoranza, pari al 18%; lavorano nelle aziende di dimensioni più grandi, che operano soprattutto nelle regioni nord-occidentali e sono attive nel campo cerealicolo e della zootecnia del latte. Dall’introduzione degli OGM si attendono un accrescimento delle rese. Ancora: i primi risultati di un’inchiesta condotta su turisti stranieri ha evidenziato che l’immagine del prodotto italiano sarebbe negativamente influenzata dall’eventuale immissione di OGM. Per la maggioranza degli intervistati (63%) la qualità del prodotto italiano peggiorerebbe.

Un aspetto innovativo in campo scientifico è legato al fatto che è stato possibile condurre sperimentazioni non solo in serra ma anche in campo aperto: un campo sperimentale di 4 ettari è stato coltivato con mais della Monsanto geneticamente modificato presso una azienda sperimentale in Lombardia. Sulla stabilità del genoma, le analisi delle sequenze hanno confermato l’esistenza di fenomeni di instabilità strutturale del DNA: le variazioni del gene sono risultate soprattutto mutazioni silenti e solo in un caso è stata riscontrata una sostituzione nella sequenza aminoacidica. Per quanto riguarda invece la sicurezza d’uso del mais, è stata effettuata una sperimentazione in vivo sui topi per studiare alcuni marcatori della risposta immunitaria intestinale: i risultati ottenuti finora indicherebbero alcune modifiche nella risposta immunitaria sia intestinale sia periferica nei topi alimentati con farina transgenica rispetto a quelli alimentati con farina convenzionale. Da qui l’esigenza di una più approfondita valutazione della sicurezza d’uso degli alimenti.

Al convegno è intervenuto il ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno che ha dichiarato: "Sembra che ogni varietà di Ogm vada bene per la Commissione europea. C’é una forte disinvoltura e siamo preoccupati perché questo giudizio avviene sulla documentazione fornita dalle ditte produttrici. Essenzialmente non c’é una vera e propria ricerca pubblica che
verifica queste diverse varietà".

Emerge anche la necessità di disporre di una documentazione aggiornata. Per questo, ha sottolineato Gianni Pastore dell’INRAN, è stato creato un centro di documentazione per il monitoraggio continuo della ricerca scientifica sugli OGM. Le attività del centro hanno portato a due risultati principali: la creazione di un database informatizzato che contiene oltre 2500 voci bibliografiche; sono stati prodotti dossier scientifici aggiornati in tempo reale sul tutte le tematiche che riguardano la problematica OGM. A breve sarà dunque pubblicato un volume che riunisce lo stato dell’arte e le attuali conoscenze sulle tecnologie applicate, sull’impatto ambientale, sanitario, nutrizionale, agronomico ed economico, sul comportamento dei consumatori e sui processi partecipativi.

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