Arriva la tutela comunitaria per il "Limone Femminello del Gargano" IGP (a indicazione geografica protetta) che andrà ad aggiungersi alle 153 specialità alimentari italiane che hanno già avuto il riconoscimento dell’Unione Europea su un totale comunitario di 708. E’ quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che per il terzo limone italiano Igp – dopo il Limone di Sorrento e il Limone Costa d’Amalfi – è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee la domanda di riconoscimento e, se non verranno sollevate obiezioni entro i prossimi sei mesi, si procederà alla sua iscrizione nell’Albo delle denominazioni di origine dell’Unione Europea. La zona geografica interessata alla produzione e al confezionamento del "Limone Femminello del Gargano" Igp – segnalano i coltivatori – è ubicata nella provincia di Foggia e comprende i territori dei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico e precisamente il tratto costiero e sub costiero settentrionale del promontorio del Gargano.

Le prime documentazioni storiche sul Limone Femminello del Gargano risalgono all’anno Mille, mentre la più antica testimonianza dei dati produttivi della zona – precisa l’associazione di categoria – risale alla statistica del Reame di Napoli del 1811, quando ben il 60% della produzione era destinato all’esportazione. Già nel 1884 era attiva una prima rete commerciale con il continente nord americano che assorbiva gran parte della produzione agrumaria. Grazie alla qualità ambientale del contesto in cui si produce, il Limone Femminello – rileva il comunicato diffuso dai coltivatori – ha caratteristiche uniche per genuinità e, soprattutto, per la particolarità dei profumi che questa IGP presenta rispetto ai limoni prodotti nelle altre regioni italiane. Il Limone Femminello può essere "a scorza gentile" (lustrino) o "oblungo".

Il primo ha buccia particolarmente liscia e di spessore sottile, colore giallo chiaro, peso non inferiore a 80 grammi e un succo che costituisce il 35% del peso del frutto; il secondo ha buccia di spessore medio, più o meno liscia, colore citrino intenso, peso non inferiore a 100 grammi e succo pari almeno al 30% del frutto. Il prodotto sarà riconoscibile, oltre dalla dicitura IGP, anche per esteso, dal logo costituito dall’immagine stilizzata di due limoni, con rametto fogliato, all’interno di una corona ellissoidale sulla quale è riportata la dicitura "Limone Femminello del Gargano". Le denominazioni italiane protette – conclude Coldiretti – sono attualmente 153, per la precisione 104 a denominazione di origine protetta e 49 a indicazione geografica protetta e assicurano al nostro Paese la leadership comunitaria. La categoria più "ricca" è quella degli ortofrutticoli (45), seguita dagli oli d’oliva (37), dai formaggi (32), dai prodotti a base di carne (28), dai prodotti della panetteria (3), dalle spezie o essenze (3), dagli aceti (2), dalle carni e frattaglie fresche (2) e dai mieli (1).

 

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