La Lega Antivivisezione (LAV) e il settimanale "Il Salvagente" hanno scoperto in una confezione di pollo acquistato in un supermercato di Roma quantità di Dioxicycline, un antibiotico ad ampio spettro usato per curare infezioni batteriche, in misura superiore a quella consentita dalla legge. Ne ha dato notizia l’associazione ambientalista nel corso della presentazione a Roma di un’indagine effettuata su polli acquistati nella grande distribuzione. La LAV ha lanciato inoltre una campagna contro le condizioni innaturali degli allevamenti intensivi di polli che sabato e domenica prossimi vedrà i volontari Lav presenti in 300 piazze italiane.

La scoperta del pollo all’antibiotico – hanno spiegato i responsabili della LAVè avvenuta dopo che dieci polli acquistati in supermercati del Centro Nord sono stati sottoposti ad analisi presso i laboratori tedeschi dell’Eurofins. Le analisi hanno rilevato residui di Doxicycline di Oxytetracycline, ma in quantità consentite dalla legge, in tre campioni di pollo acquistati a Casalecchio di Reno (Bologna), a Roma e a Mestre. Gli altri campioni sono risultati invece in regola. La Lav ha trasmesso tutta la documentazione al procuratore della Repubblica del Tribunale di Torino, Raffaele Guaraniello, inoltre i Verdi hanno formalizzato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Salute e delle Politiche Agricole.

"L’uso sistematico di antibiotici negli allevamenti è un rischio per la salute dei consumatori e rende gli animali più vulnerabili all’influenza aviaria in quanto ne riduce le difese immunitarie – ha affermato la senatrice verde Loredana De Petris capogruppo in Commissione
Agricoltura firmataria dell’interrogazione -. Bisogna facilitare la riconversione degli allevamenti verso modalità meno intensive e rispettose del benessere animale".

La campagna Lav contro le condizioni innaturali degli allevamenti intensivi ha l’obiettivo inoltre di premere su Bruxelles perché la proposta di direttiva all’esame del parlamento Europeo che sarà approvata dal Consiglio d’Europa nel febbraio 2006, sia modificata e integrata in modo da prevedere "la riduzione – ha spiegato Roberto Bennati, responsabile Lav delle compagne europee – della massiccia densità di allevamento dei polli, il divieto di selezioni genetiche e di esposizione forzata alla luce artificiale, condizioni adeguate di umidità e temperatura, l’estensione di standard minimi per i riproduttori di pulcini; un sistema di etichettatura obbligatoria che indichi, come per le uova, il sistema di produzione adottato; la riconversione degli allevamenti al chiuso in impianti all’aperto". "La Lav – ha dichiarato il presidente Sonny Richichi – chiede al Governo Italiano di schierarsi in sede comunitaria perché quella direttiva sia modificata in questo senso".

"Chiediamo al Governo – ha concluso Loredana De Petris – di farsi portavoce di una posizione seria che cambi le condizioni attuali e metta al centro non il profitto ma il benessere degli animali per garantire la salute dei consumatori e fare in modo che animali ammalati non finiscano sulle tavole degli italiani".

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