Minori e cibo, stili di vita occidentali e alimentazione, sicurezza alimentare. Questi in sintesi i temi oggi affrontati nel corso del convegno "Comunicazione, prevenzione e stili di vita: dalla teoria alla pratica", organizzato dall’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) e che si è svolto oggi a Roma in occasione del Sanit 2006 (3a Mostra di tecnologie, mezzi e servizi per la salute).

Ad aprire i lavori il presidente dell’Inran, Ferdinando Romano, il quale ha evidenziato come "il problema fondamentale che è necessario affrontare è capire cosa in realtà i cittadini vogliono e necessitano sapere in tema di alimentazione. Quali le risposte certe che devono essere date. L’istituzione ha un senso se trova un raccordo diretto con i consumatori".

Sul tema del rapporto tra minori ed alimentazione Giovanni Spera, internista dell’Università La Sapienza di Roma, ha evidenziato l’importanza dell’influenza delle pubblicità. "Le suggestioni dei mezzi mediatici e la diffusione dei fast food – ha spiegato Spera – sono spesso più potenti dell’informazione sulla corretta alimentazione. E’ importante garantire sulla tavola, per i nostri figli, tutti i tipi di alimenti e non esagerare con le quantità". Secondo la psicoterapeuta Marisa Orsini, al fine di insegnare alle nuove generazioni un corretto rapporto con il cibo, "è necessario coinvolgerli in attività quotidiane, quali fare la spesa o cucinare i pasti. Ma il problema il malsano stile di vita occidentale, che impedisce spesso ai genitori di cucinare a casa e ricorrere a pasti pronti".

Dito puntato verso lo stile di vita dei nostri giorni anche da parte dell’Università Cattolica Sacro Cuore, rappresentata dall’allergologo Antonino Romano che ha affermato: "Oggi si sperimenta un aumento delle allergie tra i nostri figli ed una delle cause risiede nello stile di vita: i bambini oggi sono troppo protetti sul fronte dell’igiene".

In particolare, di sicurezza alimentare ha invece parlato Silvio Borrello, direttore generale del Ministero della Salute. "Negli ultimi mesi – ha dichiarato Borrello – i consumatori sono stati invasi di notizie riguardanti emergenze alimentari, e spesso l’informazione non sempre stata corretta. Un esempio: a seguito delle vicende legate all’influenza aviaria, in Italia è diminuito il consumo di carne avicola, mentre, in realtà, non vi è connessione tra l’assunzione di questo tipo di carne e la diffusione del virus". Per ovviare a queste asimmetrie informative dei cittadini "il Ministero – ha proseguito il direttore generale – ha istituito un apposito numero verde".

"L’Italia – ha evidenziato il sottosegretario di Stato del ministero della Salute, Cesare Cursi, intervenuto al convegno – è prima in Europa sul fronte della sicurezza alimentare, che può essere garantita non solo con corretta alimentazione ma anche con la difesa del Made in Italy. I nostri prodotti garantiscono infatti qualità, sicurezza e trasparenza. L’allargamento europeo – ha proseguito Cursi – è positivo dal punto di vista politico, ma pone delle problematiche sul fronte dell’importazione di prodotti alimentari non sottoposti alle stesse misure di controllo e qualità previste dal nostro Paese".

 

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