La produzione di energia attraverso il vento è oggi la fonte che ha il maggior tasso di crescita a livello mondiale con un aumento della potenza installata pari al 20% nel 2004 per una capacità totale di 43.317 megawatt. Tutto questo secondo Legambiente che nel corso di un convegno oggi a Roma ha presentato un accordo con l’ANEV per la promozione dell’eolico nel nostro paese. La produzione di energia attraverso il vento vede "l’Italia – ha spiegato Francesco Ferrante, Direttore Generale dell’associazione ambientalista – per investire nelle fonte rinnovabili".

L’Italia ha inaugurato recentemente un impianto in Sicilia in località Partinico in provincia di Palermo (357 mw) raggiungendo così una quota di 1400 Megawatt per gli impianti eolici. La Germania è riuscita ad installare oltre 16.600 Mw, raggiungendo una crescita altissima in pochi anni. In aumento anche la produzione eolica in Spagna e in Danimarca (20% del fabbisogno elettrico soddisfatto) nello stesso tempo l’eolico ha dato lavoro a 70.000 unità in Germania e ad oltre 20.000 in Spagna e in Danimarca.

Legambiente chiede che Ministeri e Governi Regionali integrino una tecnologia moderna con i valori e le identità del nostro territorio considerando anche le diversità delle varie realtà italiane e rispettando le risorse naturalistiche, storico-archeologiche e territoriali. "Nessuno pensa di costruire un impianto eolico né sulle tre cime di Lavaredo né tanto meno sul Colosseo – commenta Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente – per questo è necessario che i nuovi impianti eolici tengano conto della tutela dei paesaggi". Alla domanda se i governatori di Puglia, Nicky Vendola, e della Sardegna, Renato Soru, stiano facendo bene ad opporsi all’eolico, Realacci risponde: "Vendola mi sembra che abbia ammorbidito la sua posizione, quello che invece sta facendo il Presidente della Regione Sardegna Soru mi sembra giusto, visto che sta bloccando ogni costruzione lungo la costa. Credo che non si possa considerare però l’eolico un male ed il carbone del Sulcis il futuro".

Interpellato sulle polemiche nelle regioni a proposito dell’eolico, il viceministro per i Beni e le Attività Culturali , Antonio Martusciello, risponde "le regioni hanno su questi argomenti materia delegata, anche se solo in parte. La Sardegna sarebbe avvantaggiata dall’uso dell’eolico, per i suoi insediamenti, per le sue ricchezze. Così come credo che la possibilità di costruire centrali di medie dimensioni in Puglia possa dare a questa regione sviluppo. La responsabilità dipende da chi fa scelte sul territorio. Noi come Governo centrale non possiamo incidere".


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