"Nel programma di governo del Presidente della regione Piemonte Bresso c’è scritto che non lasceremo soli Province e Comuni ad affrontare i problemi dell’inquinamento dell’aria. Con il Piano stralcio sulla mobilità, presentato e condiviso oggi in Giunta, dopo il ddl sul risparmio energetico in edilizia e il piano stralcio sul riscaldamento, seguiamo appieno la strada indicata, sistemando nel posto giusto un altro tassello della strategia complessiva per migliorare la qualità dell’aria in Piemonte".

Nicola de Ruggiero, Assessore regionale all’Ambiente ha definito in questo modo la scelta della Regione Piemonte di assumere i provvedimenti necessari, insieme agli Enti locali piemontesi, ognuno nella sua parte di competenza, per riportare il livello dell’inquinamento atmosferico entro i parametri che chiede l’Unione Europea. Il piano, il 13 settembre, sarà sottoposto alla lettura della Conferenza permanente Regione – Autonomie locali. Subito dopo verrà riportato in Giunta regionale per la sua approvazione definitiva.

"L’analisi della situazione della qualità dell’aria del 2004 e del 2005 – ha detto l’Assessore de Ruggiero – conferma una notevole criticità per gli inquinanti PM10, NO2 ed ozono, che continuano a presentare frequenti e consistenti superamenti dei limiti, con conseguenti dimostrati effetti sulla salute dei piemontesi. Tutti gli studi epidemiologici, condotti sia dall’OMS che, a livello locale dall’ARPA Piemonte, stimano infatti importanti impatti sulla salute umana, con effetti a breve e a lungo periodo sull’apparato respiratorio e cardiovascolare, che si riflettono, a loro volta, sulla morbosità (ricoveri ospedalieri, giornate di astensione dal lavoro) e sulla mortalità per cause naturali. Tra le cause di morte in eccesso, rientrano i tumori dell’apparato respiratorio, anche in considerazione della presenza nel particolato in ambiente urbano, di molti cancerogeni che hanno il polmone come organo bersaglio".

Non è un problema che riguarda soltanto il Piemonte, ma che investe l’intera Pianura Padana, ragione per cui, nell’ottobre scorso proprio a Torino, è stato firmato un accordo tra le Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a cui si sono aggiunte le Province Autonome di Trento e di Bolzano, oltre al Canton Ticino della vicina Svizzera, per condividere una strategia unitaria e finalizzata alla messa in opera di concrete ed efficaci azioni, avviando tavoli tecnici che hanno definito una piattaforma di interventi comuni.

"Tra l’altro – ha aggiunto de Ruggiero – il mancato rispetto dei limiti previsti dall’UE rischia di far incorrere l’Italia in una serie di pesanti sanzioni economiche. Il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio sostiene che il Governo può ribaltarle sulle autonomie locali, essendo frutto in primo luogo della loro inadempienza. Si tratterebbe di una cifra oscillante tra gli 80 ed i 100 milioni di euro a livello nazionale, circa 15/20 milioni per il solo Piemonte. Da qui ne consegue che tale cifra sia meglio destinarla alle azioni di intervento previste dal piano, misure che, inoltre, ci fanno uscire dalle eventuali sanzioni dell’UE".

Il piano ha una serie di obiettivi inderogabili:

  • proseguire le politiche di sostegno e sviluppo del trasporto pubblico locale, orientate all’eliminazione dei mezzi più inquinanti e all’acquisto di veicoli a migliore tecnologia e bassi livelli di emissione e promuovere, con agevolazioni, l’installazione dei filtri antiparticolato e di analoghi dispositivi per la riduzione delle emissioni, sia sui veicoli nuovi, sia su quelli già circolanti;
  • prevedere che i Comuni attuino quelle parti del piano che prevedono l’ampliamento delle ZTL;
  • definire ed adottare limitazioni progressive della circolazione dei veicoli più inquinanti, allo scopo di accelerare il rinnovamento del parco circolante ed orientare il mercato nella direzione di tipologie di veicolo a minore impatto;
  • adottare misure di compensazione come la rottamazione gratis per tutti e un sostegno economico per le fasce sociali al di sotto di un certo reddito, finalizzato all’acquisto di un auto nuova o usata in sostituzione;
  • adottare un sostegno economico, in accordo con le categorie, per il piano di rinnovo del parco dei veicoli commerciali;
  • attribuire alle Province le risorse economiche che servano al sostegno dei piani provinciali contro l’inquinamento atmosferico.

"In questa direzione – ha spiegato de Ruggiero – la Regione Piemonte ha già stanziato una prima tranche di 4 milioni di euro per i filtri antiparticolato degli autobus. Altri 1,5 milioni di euro saranno destinati alle Province per attuare politiche di agevolazione tariffaria. Stiamo mettendo a punto, con uno stanziamento di 400mila euro, un accordo con le associazioni di categoria di commercianti ed artigiani per il rinnovo dei loro mezzi ed uno studio per migliorare i flussi di traffico generati dalle operazioni di carico e scarico. Poi sono previsti 3,5 milioni di euro per le rottamazioni e il rinnovo del parco circolante. Con l’assestamento del bilancio pensiamo di aggiungere globalmente altri 6 milioni di euro, da suddividere tra le diverse voci. Infine chiediamo al Governo di farsi carico di destinare risorse sufficienti per il rinnovo del parco auto
circolante, per il potenziamento del trasporto pubblico, sia su gomma che su rotaia, e della rete di distribuzione del metano per autotrazione".

"In merito alle posizioni espresse da diversi esponenti dell’opposizione di centrodestra – ha concluso de Ruggiero – vorrei ricordare agli esponenti del centrodestra che le misure del piano stralcio per la mobilità nascono dalle linee espresse dal tavolo tecnico, frutto dell’accordo che investe tutta la Pianura Padana, sottoscritto dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, le province autonome di Trento e Bolzano, oltre al Canton Ticino che ha voluto aderire autonomamente, per condividere una strategia unitaria e finalizzata alla messa in opera di azioni concrete ed efficaci, visto che l’inquinamento non segue i confini regionali.Vorrei fare inoltre presente che la Regione Piemonte avrebbe dovuto adeguarsi già nel 2003/2004 alle direttive europee. Non essere nelle condizioni richieste dall’Europa, per colpa di chi oggi urla allo scandalo, ma non se ne è occupato a suo tempo, fa si che ci sia una procedura d’infrazione che all’Italia costerebbe circa 100 milioni di euro. E la quota del Piemonte si aggirerebbe tra i 15 ed i 20 milioni. Mi pare che invece di pagare multe, perché il Governo ci ridurrebbe trasferimenti per una cifra analoga, impegnare più o meno la stessa cifra per interventi strutturali – FAP, ricambio parco autobus con i mezzi tecnologicamente più avanzati nel campo dell’abbattimento delle emissioni, aiutando le Province a intervenire sulle agevolazioni tariffarie del trasporto pubblico e facendo rottamare gratis le auto vecchie, aiutando i cittadini con i redditi più bassi a comprarne una nuova o usata, purché conforme alle classificazioni UE, aiutando le categorie a rinnovare il proprio parco auto – sia un atto di buon senso, assolutamente efficace per il miglioramento della qualità dell’aria".

 

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