"I nuovi avvistamenti di balenottere comuni, la seconda più grande balena al mondo, attorno all’isola di Lampedusa da parte dei ricercatori dell’ICRAM, coordinati dal biologo marino, Silvestro Greco, che è anche membro del Comitato Scientifico del WWF, rappresenta la conferma del valore dell’area per l’alimentazione invernale di questi splendidi giganti del mare. Soprattutto desta particolare interesse il fatto che una di esse fosse affiancata da un piccolo, probabilmente nato in zona.

Questo dimostra quanto sia urgente l’istituzione di un Santuario per la Biodiversità – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia – Sarebbe il primo di questo genere nel Mediterraneo e comporterebbe benefici non solo al patrimonio naturale, ma anche a chi opera nell’area. Infatti, non ci sarebbero particolari restrizioni alle attività di pesca – e comunque ci sono presupposti per trovare soluzioni sostenibili – e si potrebbe attivare un turismo naturalistico, ovviamente compatibile con la tutela." Con l’Istituzione del Santuario delle Pelagie verrebbe regolamentato il traffico navale, in particolare quello turistico, e si attiverebbe un presidio contro eventuali minacce d’inquinamento o attività illegali.

L’associazione ambientalista dallo scorso anno sta studiando quale possa essere la forma giuridica-amministrativa – per esempio un accordo bi o trilaterale tra Stati, così come avvenuto per il parco internazionale delle Bocche di Bonifacio – da presentare al Governo italiano e sta sondando il terreno nei paesi confinanti coinvolti dal Santuario. Il WWF ha presentato la proposta anche in occasione della prima riunione mondiale del Gruppo di lavoro ad hoc sulle aree protette della Convenzione sulla Biodiversità che si è riunito nel giugno dello scorso anno a Montecatini.

La presenza delle Balene in quel tratto di mare non è casuale: nel canale di Sicilia, ed in particolare nelle acque intorno a Lampedusa e Linosa ricadenti nelle Pelagie, grazie alla concomitanza di interessanti fenomeni oceanografici, si assiste ad una ricca cosiddetta "trofica", ovvero, con un elevato indice di biodiversità. In particolare si registra uno dei più alti tassi di cattura di specie ittiche di interesse commerciale siano piccoli e medi pelagici (Ricciole, Tonni alletterati, Sgombri ) che tipiche della costa (Triglie Molluschi, Gamberi, etc). A questo si associa la presenza di numerose specie protette: Squali, Delfini, Tartarughe, Uccelli e Cetacei;
Con gli avvistamenti di questi giorni è ormai ufficiale: Lampedusa e il mare circostante sono un vero paradiso marino del Mediterraneo e per questo meritano una protezione speciale.

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