Legambiente ritorna a Cernobyl. Esattamente come ogni anno dal giorno del terribile incidente, ma con un motivo in più: celebrare la ricorrenza del ventennale dello scoppio alla centrale nucleare. Per questo il 25 aprile la delegazione dell’associazione ambientalista in partenza dall’Italia (il 24 e in Ucraina fino al 27 aprile) si è data appuntamento per la manifestazione davanti al reattore atomico, simbolo del disastro della notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, per dire "Mai più Cernobyl".

La delegazione è composta dal direttore generale dell’associazione ambientalista, Francesco Ferrante; dall’europarlamentare, Vittorio Agnoletto; dal responsabile del Progetto Cernobyl, Angelo Gentili; dal coordinatore dell’ufficio internazionale dell’associazione ambientalista, Maurizio Gubbiotti e da numerosi volontari del Cigno verde che da anni prestano la loro opera per le popolazioni locali.

"Nel ricordo delle vittime di quella tragedia, – spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – ma soprattutto per il futuro di quei bambini che da anni la nostra associazione ospita in Italia, affinché il ventennale dell’incidente nucleare possa sollecitare un ulteriore cambiamento di rotta. Cernobyl è ormai lontana nel tempo, – continua il direttore di Legambiente – e di anno in anno l’attenuarsi dell’attenzione dell’opinione pubblica – spesso anche delle stesse organizzazioni ecologiste – creano le condizioni per il riaffacciarsi dell’opzione nucleare come soluzione "conveniente" e sicura ai problemi di un consumo energetico in costante crescita".

Ma non è questa l’unica iniziativa organizzata dall’associazione ambientalista in quei giorni: il 26 aprile tornano a sventolare le bandiere e gli striscioni del cigno verde proprio davanti al ministero delle Emergenze e della protezione civile di Kiev, dove incontrerà anche alcuni esponenti dell’attuale governo. Nel pomeriggio ci saranno poi una serie di incontri con l’ambasciatore italiano in Ucraina, Fabio Fabbri e con alcuni ricercatori tra scienziati e medici.
"Una due giorni fitta d’impegni – racconta Angelo Gentili, responsabile del Progetto Cernobyl di Legambiente – perché siamo profondamente convinti che il ricordo delle vittime deve unirsi, come da anni già facciamo, a un azione concreta di prevenzione e informazione. Non servirebbe a nulla celebrare Cernobyl, infatti, e continuare a percorrere la solita strada nel campo delle politiche energetiche, centrate soprattutto sulle fonti più inquinanti, più insicure, dannose per l’uomo, l’ambiente, il clima".


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